(1Gv 1:1-3; 5:20; Gv 8:12; 14:9)(Pr 8:22-31; Cl 1:15-17)(Mi 5:1; Ro 9:5;Eb
1) Gv 20:31
Nel principio era la Parola, la Parola era con Dio, e la Parola era Dio.
Essa era nel principio con Dio. Ogni cosa è stata fatta per mezzo di lei; e
senza di lei neppure una delle cose fatte è stata fatta. In lei era la vita,
e la vita era la luce degli uomini. La luce splende nelle tenebre, e le
tenebre non l'hanno sopraffatta.
Vi fu un uomo mandato da Dio, il cui nome era Giovanni. Egli venne come
testimone per render testimonianza alla luce, affinché tutti credessero per
mezzo di lui. Egli stesso non era la luce, ma venne per render testimonianza
alla luce. La vera luce che illumina ogni uomo stava venendo nel mondo. Egli
era nel mondo, e il mondo fu fatto per mezzo di lui, ma il mondo non l'ha
conosciuto. È venuto in casa sua e i suoi non l'hanno ricevuto; ma a tutti
quelli che l'hanno ricevuto egli ha dato il diritto di diventar figli di
Dio: a quelli, cioè, che credono nel suo nome; i quali non sono nati da
sangue, né da volontà di carne, né da volontà d'uomo, ma sono nati da Dio.
E la Parola è diventata carne e ha abitato per un tempo fra di noi, piena di
grazia e di verità; e noi abbiamo contemplato la sua gloria, gloria come di
unigenito dal Padre.
Giovanni gli ha reso testimonianza, esclamando: «Era di lui che io dicevo:
"Colui che viene dopo di me mi ha preceduto, perché era prima di me.
Infatti, dalla sua pienezza noi tutti abbiamo ricevuto grazia su grazia"».
Poiché la legge è stata data per mezzo di Mosè; la grazia e la verità sono
venute per mezzo di Gesù Cristo. Nessuno ha mai visto Dio; l'unigenito Dio,
che è nel seno del Padre, è quello che l'ha fatto conoscere.
Testimonianza di Giovanni il battista
Mt 3:1-12; Lu 3:15-18; Gv 5:33-36; Ml 3:1; 2Co 4:5
Questa è la testimonianza di Giovanni, quando i Giudei mandarono da
Gerusalemme dei sacerdoti e dei Leviti per domandargli: «Tu chi sei?» Egli
confessò e non negò; confessò dicendo: «Io non sono il Cristo». Essi gli
domandarono: «Chi sei dunque? Sei Elia?» Egli rispose: «Non lo sono». «Sei
tu il profeta?» Egli rispose: «No». Essi dunque gli dissero: «Chi sei?
affinché diamo una risposta a quelli che ci hanno mandati. Che dici di te
stesso?» Egli disse: «Io sono la voce di uno che grida nel deserto:
"Raddrizzate la via del Signore", come ha detto il profeta Isaia». Quelli
che erano stati mandati da lui erano del gruppo dei farisei; e gli
domandarono: «Perché dunque battezzi, se tu non sei il Cristo, né Elia, né
il profeta?» Giovanni rispose loro, dicendo: «Io battezzo in acqua; tra di
voi è presente uno che voi non conoscete, colui che viene dopo di me, al
quale io non son degno di sciogliere il legaccio dei calzari!»
Queste cose avvennero in Betania di là dal Giordano, dove Giovanni stava
battezzando.
Mt 3:13-17; Gv 3:28-36
Il giorno seguente, Giovanni vide Gesù che veniva verso di lui e disse:
«Ecco l'Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo! Questi è colui del
quale dicevo: "Dopo di me viene un uomo che mi ha preceduto, perché egli era
prima di me". Io non lo conoscevo; ma appunto perché egli sia manifestato a
Israele, io sono venuto a battezzare in acqua». Giovanni rese testimonianza,
dicendo: «Ho visto lo Spirito scendere dal cielo come una colomba e fermarsi
su di lui. Io non lo conoscevo, ma colui che mi ha mandato a battezzare con
acqua, mi ha detto: "Colui sul quale vedrai lo Spirito scendere e fermarsi,
è quello che battezza con lo Spirito Santo". E io ho veduto e ho attestato
che questi è il Figlio di Dio».
Il giorno seguente, Giovanni era di nuovo là con due dei suoi discepoli; e
fissando lo sguardo su Gesù, che passava, disse: «Ecco l'Agnello di Dio!» I
suoi due discepoli, avendolo udito parlare, seguirono Gesù. Gesù, voltatosi,
e osservando che lo seguivano, domandò loro: «Che cercate?» Ed essi gli
dissero: «Rabbì (che, tradotto, vuol dire Maestro), dove abiti?» Egli
rispose loro: «Venite e vedrete». Essi dunque andarono, videro dove abitava
e stettero con lui quel giorno. Era circa la decima ora.
I primi discepoli
Mt 1:16-20; Lu 5:1-11; Gv 6:37 (Mt 4:18-22; 9:9) Sl 112:4
Andrea, fratello di Simon Pietro, era uno dei due che avevano udito Giovanni
e avevano seguito Gesù. Egli per primo trovò suo fratello Simone e gli
disse: «Abbiamo trovato il Messia» (che, tradotto, vuol dire Cristo); e lo
condusse da Gesù. Gesù lo guardò e disse: «Tu sei Simone, il figlio di
Giovanni; tu sarai chiamato Cefa» (che si traduce «Pietro»).
Il giorno seguente, Gesù volle partire per la Galilea; trovò Filippo, e gli
disse: «Seguimi». Filippo era di Betsàida, della città di Andrea e di
Pietro.
Filippo trovò Natanaele e gli disse: «Abbiamo trovato colui del quale hanno
scritto Mosè nella legge e i profeti: Gesù da Nazaret, figlio di Giuseppe».
Natanaele gli disse: «Può forse venir qualcosa di buono da Nazaret?» Filippo
gli rispose: «Vieni a vedere». Gesù vide Natanaele che gli veniva incontro e
disse di lui: «Ecco un vero Israelita in cui non c'è frode». Natanaele gli
chiese: «Da che cosa mi conosci?» Gesù gli rispose: «Prima che Filippo ti
chiamasse, quando eri sotto il fico, io ti ho visto». Natanaele gli rispose:
«Rabbì, tu sei il Figlio di Dio, tu sei il re d'Israele». Gesù rispose e gli
disse: «Perché ti ho detto che ti avevo visto sotto il fico, tu credi? Tu
vedrai cose maggiori di queste». Poi gli disse: «In verità, in verità vi
dico che vedrete il cielo aperto e gli angeli di Dio salire e scendere sul
Figlio dell'uomo».
CAPITOLO 2
Primo miracolo a Cana
(Mt 22:2; Ap 19:9)(Gv 5:36; At 10:38) Mt 9:15
Tre giorni dopo, ci fu una festa nuziale in Cana di Galilea, e c'era la
madre di Gesù. E Gesù pure fu invitato con i suoi discepoli alle nozze.
Venuto a mancare il vino, la madre di Gesù gli disse: «Non hanno più vino».
Gesù le disse: «Che c'è fra me e te, o donna? L'ora mia non è ancora
venuta». Sua madre disse ai servitori: «Fate tutto quel che vi dirà».
C'erano là sei recipienti di pietra, del tipo adoperato per la purificazione
dei Giudei, i quali contenevano ciascuno due o tre misure. Gesù disse loro:
«Riempite d'acqua i recipienti». Ed essi li riempirono fino all'orlo. Poi
disse loro: «Adesso attingete e portatene al maestro di tavola». Ed essi
gliene portarono. Quando il maestro di tavola ebbe assaggiato l'acqua che
era diventata vino (egli non ne conosceva la provenienza, ma la sapevano
bene i servitori che avevano attinto l'acqua), chiamò lo sposo e gli disse:
«Ognuno serve prima il vino buono; e quando si è bevuto abbondantemente, il
meno buono; tu, invece, hai tenuto il vino buono fino ad ora».
Gesù fece questo primo dei suoi segni miracolosi in Cana di Galilea, e
manifestò la sua gloria, e i suoi discepoli credettero in lui.
Dopo questo, scese a Capernaum egli con sua madre, con i suoi fratelli e i
suoi discepoli, e rimasero là alcuni giorni.
Gesù nel tempio
Mr 11:15-18, 27-33; 14:57-58; 15:29; Mt 12:38-40; Lu 19:45-46
La Pasqua dei Giudei era vicina e Gesù salì a Gerusalemme. Trovò nel tempio
quelli che vendevano buoi, pecore, colombi, e i cambiavalute seduti. Fatta
una sferza di cordicelle, scacciò tutti fuori dal tempio, pecore e buoi;
sparpagliò il denaro dei cambiavalute, rovesciò le tavole, e a quelli che
vendevano i colombi disse: «Portate via di qui queste cose; smettete di fare
della casa del Padre mio una casa di mercato». E i suoi discepoli si
ricordarono che sta scritto:
«Lo zelo per la tua casa mi consuma».
I Giudei allora presero a dirgli: «Quale segno miracoloso ci mostri per fare
queste cose?» Gesù rispose loro: «Distruggete questo tempio, e in tre giorni
lo farò risorgere!» Allora i Giudei dissero: «Quarantasei anni è durata la
costruzione di questo tempio e tu lo faresti risorgere in tre giorni?» Ma
egli parlava del tempio del suo corpo. Quando dunque fu risorto dai morti, i
suoi discepoli si ricordarono che egli aveva detto questo; e credettero alla
Scrittura e alla parola che Gesù aveva detta.
Gr 17:9-10; Eb 4:12-13; Ap 2:23
Mentre egli era in Gerusalemme, alla festa di Pasqua, molti credettero nel
suo nome, vedendo i segni miracolosi che egli faceva. Ma Gesù non si fidava
di loro, perché conosceva tutti e perché non aveva bisogno della
testimonianza di nessuno sull'uomo, poiché egli stesso conosceva quello che
era nell'uomo.
CAPITOLO 3
Gesù e Nicodemo: la nuova nascita
(Mt 18:3; Ga 6:15; 2Co 5:17)(Gv 1:12-13; 1P 1:3, 23) Ez 36:25-27
C'era tra i farisei un uomo chiamato Nicodemo, uno dei capi dei Giudei. Egli
venne di notte da Gesù, e gli disse: «Rabbì, noi sappiamo che tu sei un
dottore venuto da Dio; perché nessuno può fare questi miracoli che tu fai,
se Dio non è con lui». Gesù gli rispose: «In verità, in verità ti dico che
se uno non è nato di nuovo non può vedere il regno di Dio». Nicodemo gli
disse: «Come può un uomo nascere quando è già vecchio? Può egli entrare una
seconda volta nel grembo di sua madre e nascere?» Gesù rispose: «In verità,
in verità ti dico che se uno non è nato d'acqua e di Spirito, non può
entrare nel regno di Dio. Quello che è nato dalla carne, è carne; e quello
che è nato dallo Spirito, è spirito. Non ti meravigliare se ti ho detto:
"Bisogna che nasciate di nuovo". Il vento soffia dove vuole, e tu ne odi il
rumore, ma non sai né da dove viene né dove va; così è di chiunque è nato
dallo Spirito». Nicodemo replicò e gli disse: «Come possono avvenire queste
cose?» Gesù gli rispose: «Tu sei maestro d'Israele e non sai queste cose? In
verità, in verità ti dico che noi parliamo di ciò che sappiamo e
testimoniamo di ciò che abbiamo visto; ma voi non ricevete la nostra
testimonianza. Se vi ho parlato delle cose terrene e non credete, come
crederete se vi parlerò delle cose celesti? Nessuno è salito in cielo, se
non colui che è disceso dal cielo: il Figlio dell'uomo [che è nel cielo].
(Nu 21:4-9; Gv 12:32-33) 1Gv 4:9-10 (Gv 6:40; 3:36)
«E, come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che il Figlio
dell'uomo sia innalzato, affinché chiunque crede in lui abbia vita eterna.
Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio,
affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna. Infatti
Dio non ha mandato suo Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il
mondo sia salvato per mezzo di lui. Chi crede in lui non è giudicato; chi
non crede è già giudicato, perché non ha creduto nel nome dell'unigenito
Figlio di Dio. Il giudizio è questo: la luce è venuta nel mondo e gli uomini
hanno preferito le tenebre alla luce, perché le loro opere erano malvagie.
Perché chiunque fa cose malvagie odia la luce e non viene alla luce,
affinché le sue opere non siano scoperte; ma chi mette in pratica la verità
viene alla luce, affinché le sue opere siano manifestate, perché sono fatte
in Dio».
Nuova testimonianza di Giovanni il battista
Gv 1:6-12, 19-34; Mr 16:15-16
Dopo queste cose, Gesù andò con i suoi discepoli nelle campagne della
Giudea; là si trattenne con loro e battezzava. Anche Giovanni stava
battezzando a Enon, presso Salim, perché là c'era molta acqua; e la gente
veniva a farsi battezzare. Giovanni, infatti, non era ancora stato messo in
prigione.
Nacque dunque una discussione sulla purificazione, tra i discepoli di
Giovanni e un Giudeo. E andarono da Giovanni e gli dissero: «Rabbì, colui
che era con te di là dal Giordano, e al quale rendesti testimonianza, eccolo
che battezza, e tutti vanno da lui». Giovanni rispose: «L'uomo non può
ricever nulla se non gli è dato dal cielo. Voi stessi mi siete testimoni che
ho detto: "Io non sono il Cristo, ma sono mandato davanti a lui". Colui che
ha la sposa è lo sposo; ma l'amico dello sposo, che è presente e l'ascolta,
si rallegra vivamente alla voce dello sposo; questa gioia, che è la mia, è
ora completa. Bisogna che egli cresca, e che io diminuisca. Colui che viene
dall'alto è sopra tutti; colui che viene dalla terra è della terra e parla
come uno che è della terra; colui che vien dal cielo è sopra tutti. Egli
rende testimonianza di quello che ha visto e udito, ma nessuno riceve la sua
testimonianza. Chi ha ricevuto la sua testimonianza ha confermato che Dio è
veritiero. Perché colui che Dio ha mandato dice le parole di Dio; Dio
infatti non dà lo Spirito con misura. Il Padre ama il Figlio, e gli ha dato
ogni cosa in mano. Chi crede nel Figlio ha vita eterna, chi invece rifiuta
di credere al Figlio non vedrà la vita, ma l'ira di Dio rimane su di lui».
CAPITOLO 4
Gesù e la donna samaritana
Is 55:1-3; Gv 7:37-39; Ap 22:17
Quando dunque Gesù seppe che i farisei avevano udito che egli faceva e
battezzava più discepoli di Giovanni (sebbene non fosse Gesù che battezzava,
ma i suoi discepoli), lasciò la Giudea e se ne andò di nuovo in Galilea.
Or doveva passare per la Samaria. Giunse dunque a una città della Samaria,
chiamata Sicar, vicina al podere che Giacobbe aveva dato a suo figlio
Giuseppe; e là c'era il pozzo di Giacobbe. Gesù dunque, stanco del cammino,
stava così a sedere presso il pozzo. Era circa l'ora sesta.
Una Samaritana venne ad attingere l'acqua. Gesù le disse: «Dammi da bere».
(Infatti i suoi discepoli erano andati in città a comprar da mangiare.) La
Samaritana allora gli disse: «Come mai tu che sei Giudeo chiedi da bere a
me, che sono una donna samaritana?» Infatti i Giudei non hanno relazioni con
i Samaritani. Gesù le rispose: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è che
ti dice: "Dammi da bere", tu stessa gliene avresti chiesto, ed egli ti
avrebbe dato dell'acqua viva». La donna gli disse: «Signore, tu non hai
nulla per attingere, e il pozzo è profondo; da dove avresti dunque
quest'acqua viva? Sei tu più grande di Giacobbe, nostro padre, che ci diede
questo pozzo e ne bevve egli stesso con i suoi figli e il suo bestiame?»
Gesù le rispose: «Chiunque beve di quest'acqua avrà sete di nuovo; ma chi
beve dell'acqua che io gli darò, non avrà mai più sete; anzi, l'acqua che io
gli darò diventerà in lui una fonte d'acqua che scaturisce in vita eterna».
La donna gli disse: «Signore, dammi di quest'acqua, affinché io non abbia
più sete e non venga più fin qui ad attingere». Gesù le disse: «Va' a
chiamar tuo marito e vieni qua». La donna gli rispose: «Non ho marito». E
Gesù: «Hai detto bene: "Non ho marito"; perché hai avuto cinque mariti; e
quello che hai ora, non è tuo marito; in questo hai detto la verità». La
donna gli disse: «Signore, vedo che tu sei un profeta. I nostri padri hanno
adorato su questo monte, ma voi dite che a Gerusalemme è il luogo dove
bisogna adorare». Gesù le disse: «Donna, credimi; l'ora viene che né su
questo monte né a Gerusalemme adorerete il Padre. Voi adorate quel che non
conoscete; noi adoriamo quel che conosciamo, perché la salvezza viene dai
Giudei. Ma l'ora viene, anzi è già venuta, che i veri adoratori adoreranno
il Padre in spirito e verità; poiché il Padre cerca tali adoratori. Dio è
Spirito; e quelli che l'adorano, bisogna che l'adorino in spirito e verità».
La donna gli disse: «Io so che il Messia (che è chiamato Cristo) deve
venire; quando sarà venuto ci annunzierà ogni cosa». Gesù le disse: «Sono
io, io che ti parlo!»
At 8:5-17, 25 (Mt 9:37-38; 1Co 3:5-9)
In quel mentre giunsero i suoi discepoli e si meravigliarono che egli
parlasse con una donna; eppure nessuno gli chiese: «Che cerchi?» o: «Perché
discorri con lei?» La donna lasciò dunque la sua secchia, se ne andò in
città e disse alla gente: «Venite a vedere un uomo che mi ha detto tutto
quello che ho fatto; non potrebbe essere lui il Cristo?» La gente uscì dalla
città e andò da lui.
Intanto i discepoli lo pregavano, dicendo: «Maestro, mangia». Ma egli disse
loro: «Io ho un cibo da mangiare che voi non conoscete». Perciò i discepoli
si dicevano gli uni gli altri: «Forse qualcuno gli ha portato da mangiare?»
Gesù disse loro: «Il mio cibo è far la volontà di colui che mi ha mandato, e
compiere l'opera sua. Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi e poi
viene la mietitura? Ebbene, vi dico: alzate gli occhi e guardate le campagne
come già biancheggiano per la mietitura. Il mietitore riceve una ricompensa
e raccoglie frutto per la vita eterna, affinché il seminatore e il mietitore
si rallegrino insieme. Poiché in questo è vero il detto: "L'uno semina e
l'altro miete". Io vi ho mandati a mietere là dove voi non avete lavorato;
altri hanno faticato, e voi siete subentrati nella loro fatica».
Molti Samaritani di quella città credettero in lui a motivo della
testimonianza resa da quella donna: «Egli mi ha detto tutto quello che ho
fatto». Quando dunque i Samaritani andarono da lui, lo pregarono di
trattenersi da loro; ed egli si trattenne là due giorni. E molti di più
credettero a motivo della sua parola e dicevano alla donna: «Non è più a
motivo di quello che tu ci hai detto, che crediamo; perché noi stessi
abbiamo udito e sappiamo che questi è veramente il Salvatore del mondo».
Gesù in Galilea; guarigione del figlio di un ufficiale
Lu 7:1-10; 17:5
Trascorsi quei due giorni, egli partì di là per andare in Galilea; poiché
Gesù stesso aveva attestato che un profeta non è onorato nella sua patria.
Quando dunque andò in Galilea, fu accolto dai Galilei, perché avevano visto
le cose che egli aveva fatte in Gerusalemme durante la festa; essi pure
infatti erano andati alla festa. Gesù dunque venne di nuovo a Cana di
Galilea, dove aveva cambiato l'acqua in vino.
Vi era un ufficiale del re, il cui figlio era infermo a Capernaum. Come egli
ebbe udito che Gesù era venuto dalla Giudea in Galilea, andò da lui e lo
pregò che scendesse e guarisse suo figlio, perché stava per morire. Perciò
Gesù gli disse: «Se non vedete segni e miracoli, voi non crederete».
L'ufficiale del re gli disse: «Signore, scendi prima che il mio bambino
muoia». Gesù gli disse: «Va', tuo figlio vive». Quell'uomo credette alla
parola che Gesù gli aveva detta, e se ne andò. E mentre già stava scendendo,
i suoi servi gli andarono incontro e gli dissero: «Tuo figlio vive». Allora
egli domandò loro a che ora avesse cominciato a star meglio; ed essi gli
risposero: «Ieri, all'ora settima, la febbre lo lasciò». Così il padre
riconobbe che la guarigione era avvenuta nell'ora che Gesù gli aveva detto:
«Tuo figlio vive»; e credette lui con tutta la sua casa.
Gesù fece questo secondo segno miracoloso, tornando dalla Giudea in Galilea.
CAPITOLO 5
Gesù guarisce un paralitico a Betesda
Gv 7:19-24; 9:1-17
Dopo queste cose ci fu una festa dei Giudei e Gesù salì a Gerusalemme.
Or a Gerusalemme, presso la porta delle Pecore, c'è una vasca, chiamata in
ebraico Betesda, che ha cinque portici. Sotto questi portici giaceva un gran
numero d'infermi, di ciechi, di zoppi, di paralitici[, i quali aspettavano
l'agitarsi dell'acqua; perché un angelo scendeva nella vasca e metteva
l'acqua in movimento; e il primo che vi scendeva dopo che l'acqua era stata
agitata era guarito di qualunque malattia fosse colpito].
Là c'era un uomo che da trentotto anni era infermo. Gesù, vedutolo che
giaceva e sapendo che già da lungo tempo stava così, gli disse: «Vuoi
guarire?» L'infermo gli rispose: «Signore, io non ho nessuno che, quando
l'acqua è mossa, mi metta nella vasca, e mentre ci vengo io, un altro vi
scende prima di me». Gesù gli disse: «Àlzati, prendi il tuo lettuccio, e
cammina». In quell'istante quell'uomo fu guarito; e, preso il suo lettuccio,
si mise a camminare.
Quel giorno era un sabato; perciò i Giudei dissero all'uomo guarito: «È
sabato, e non ti è permesso portare il tuo lettuccio». Ma egli rispose loro:
«Colui che mi ha guarito mi ha detto: "Prendi il tuo lettuccio e cammina"».
Essi gli domandarono: «Chi è l'uomo che ti ha detto: "Prendi il tuo
lettuccio e cammina?"» Ma colui che era stato guarito non sapeva chi fosse;
Gesù infatti si era allontanato, perché in quel luogo c'era molta gente. Più
tardi Gesù lo trovò nel tempio, e gli disse: «Ecco, tu sei guarito; non
peccare più, ché non ti accada di peggio». L'uomo se ne andò, e disse ai
Giudei che colui che l'aveva guarito era Gesù. Per questo i Giudei
perseguitavano Gesù e cercavano di ucciderlo; perché faceva quelle cose di
sabato.
Gesù dichiara la sua uguaglianza con il Padre
Mr 2:28; Gv 10:30-38; Cl 2:9 (Gv 11:25-26; At 17:31; 2Co 5:10; Ap 20:4-6,
11-15)
Gesù rispose loro: «Il Padre mio opera fino ad ora, e anch'io opero». Per
questo i Giudei più che mai cercavano d'ucciderlo; perché non soltanto
violava il sabato, ma chiamava Dio suo Padre, facendosi uguale a Dio.
Gesù quindi rispose e disse loro: «In verità, in verità vi dico che il
Figlio non può da sé stesso far cosa alcuna, se non la vede fare dal Padre;
perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente. Perché il
Padre ama il Figlio, e gli mostra tutto quello che egli fa; e gli mostrerà
opere maggiori di queste, affinché ne restiate meravigliati. Infatti, come
il Padre risuscita i morti e li vivifica, così anche il Figlio vivifica chi
vuole. Inoltre, il Padre non giudica nessuno, ma ha affidato tutto il
giudizio al Figlio, affinché tutti onorino il Figlio come onorano il Padre.
Chi non onora il Figlio non onora il Padre che lo ha mandato. In verità, in
verità vi dico: chi ascolta la mia parola e crede a colui che mi ha mandato,
ha vita eterna; e non viene in giudizio, ma è passato dalla morte alla vita.
In verità, in verità vi dico: l'ora viene, anzi è già venuta, che i morti
udranno la voce del Figlio di Dio; e quelli che l'avranno udita, vivranno.
Perché come il Padre ha vita in sé stesso, così ha dato anche al Figlio di
avere vita in sé stesso; e gli ha dato autorità di giudicare, perché è il
Figlio dell'uomo. Non vi meravigliate di questo; perché l'ora viene in cui
tutti quelli che sono nelle tombe udranno la sua voce e ne verranno fuori;
quelli che hanno operato bene, in risurrezione di vita; quelli che hanno
operato male, in risurrezione di giudizio. Io non posso far nulla da me
stesso; come odo, giudico; e il mio giudizio è giusto, perché cerco non la
mia propria volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Testimonianze che confermano quella di Gesù
Gv 1:19-34 (Lu 7:21-23; Gv 10:37-38) Mt 3:16-17 (At 3:22-24; Gv 3:19)
«Se io rendo testimonianza di me stesso, la mia testimonianza non è vera. Vi
è un altro che rende testimonianza di me; e so che la testimonianza che egli
rende di me è vera. Voi avete mandato a interrogare Giovanni, ed egli ha
reso testimonianza alla verità. Io però la testimonianza non la ricevo
dall'uomo, ma dico questo affinché voi siate salvati. Egli era la lampada
ardente e splendente e voi avete voluto per breve tempo godere alla sua
luce. Ma io ho una testimonianza maggiore di quella di Giovanni; perché le
opere che il Padre mi ha date da compiere, quelle stesse opere che faccio,
testimoniano di me che il Padre mi ha mandato. Il Padre che mi ha mandato,
egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce, voi non l'avete mai
udita; il suo volto, non l'avete mai visto; e la sua parola non dimora in
voi, perché non credete in colui che egli ha mandato. Voi investigate le
Scritture, perché pensate d'aver per mezzo di esse vita eterna, ed esse son
quelle che rendono testimonianza di me; eppure non volete venire a me per
aver la vita!
Io non prendo gloria dagli uomini; ma so che non avete l'amore di Dio in
voi. Io sono venuto nel nome del Padre mio, e voi non mi ricevete; se un
altro verrà nel suo proprio nome, quello lo riceverete. Come potete credere,
voi che prendete gloria gli uni dagli altri e non cercate la gloria che
viene da Dio solo? Non crediate che io sia colui che vi accuserà davanti al
Padre; c'è chi vi accusa, ed è Mosè, nel quale avete riposto la vostra
speranza. Infatti, se credeste a Mosè, credereste anche a me; poiché egli ha
scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come crederete alle mie
parole?»
CAPITOLO 6
Moltiplicazione dei pani per cinquemila uomini
(Mt 14:13-21; Mr 6:30-44; Lu 9:10-17) Mt 15:29-39; 2R 4:42-44
Dopo queste cose Gesù se ne andò all'altra riva del mare di Galilea, cioè il
mare di Tiberiade. Una gran folla lo seguiva, perché vedeva i miracoli che
egli faceva sugli infermi. Ma Gesù salì sul monte e là si pose a sedere con
i suoi discepoli.
Or la Pasqua, la festa dei Giudei, era vicina.
Gesù dunque, alzati gli occhi e vedendo che una gran folla veniva verso di
lui, disse a Filippo: «Dove compreremo del pane perché questa gente abbia da
mangiare?» Diceva così per metterlo alla prova; perché sapeva bene quello
che stava per fare. Filippo gli rispose: «Duecento denari di pani non
bastano perché ciascuno ne riceva un pezzetto». Uno dei suoi discepoli,
Andrea, fratello di Simon Pietro, gli disse: «C'è qui un ragazzo che ha
cinque pani d'orzo e due pesci; ma che cosa sono per tanta gente?» Gesù
disse: «Fateli sedere». C'era molta erba in quel luogo. La gente dunque si
sedette, ed erano circa cinquemila uomini. Gesù, quindi, prese i pani e,
dopo aver reso grazie, li distribuì alla gente seduta; lo stesso fece dei
pesci, quanti ne vollero. Quando furono saziati, disse ai suoi discepoli:
«Raccogliete i pezzi avanzati, perché niente si perda». Essi quindi li
raccolsero e riempirono dodici ceste di pezzi che di quei cinque pani d'orzo
erano avanzati a quelli che avevano mangiati.
La gente dunque, avendo visto il miracolo che Gesù aveva fatto, disse:
«Questi è certo il profeta che deve venire nel mondo». Gesù, quindi, sapendo
che stavano per venire a rapirlo per farlo re, si ritirò di nuovo sul monte,
tutto solo.
Gesù cammina sul mare
(Mt 14:22-34; Mr 6:45-53)
Quando fu sera, i suoi discepoli scesero al mare e, montati in una barca, si
dirigevano all'altra riva, verso Capernaum. Era già buio e Gesù non era
ancora venuto presso di loro. Il mare era agitato, perché tirava un forte
vento. Com'ebbero remato per circa venticinque o trenta stadi, videro Gesù
camminare sul mare e accostarsi alla barca; ed ebbero paura. Ma egli disse
loro: «Sono io, non temete». Essi dunque lo vollero prendere nella barca, e
subito la barca toccò terra là dove erano diretti.
Gesù, il pane della vita
(Es 16:12-35; Sl 78:23-25; 1Co 10:3-4)(Is 55:1-3; Gv 3:14-16; 1Gv 5:10-13)
1Co 11:23-26
La folla che era rimasta sull'altra riva del mare aveva notato che non c'era
là altro che una barca sola, e che Gesù non vi era entrato con i suoi
discepoli, ma che i discepoli erano partiti da soli. Altre barche erano
giunte da Tiberiade, presso il luogo dove avevano mangiato il pane dopo che
il Signore aveva reso grazie. La folla, dunque, quando ebbe visto che Gesù
non era là e che non vi erano i suoi discepoli, montò in quelle barche, e
andò a Capernaum in cerca di Gesù. Trovatolo di là dal mare, gli dissero:
«Rabbì, quando sei giunto qui?» Gesù rispose loro: «In verità, in verità vi
dico che voi mi cercate, non perché avete visto dei segni miracolosi, ma
perché avete mangiato dei pani e siete stati saziati. Adoperatevi non per il
cibo che perisce, ma per il cibo che dura in vita eterna e che il Figlio
dell'uomo vi darà; poiché su di lui il Padre, cioè Dio, ha apposto il
proprio sigillo». Essi dunque gli dissero: «Che dobbiamo fare per compiere
le opere di Dio?» Gesù rispose loro: «Questa è l'opera di Dio: che crediate
in colui che egli ha mandato». Allora essi gli dissero: «Quale segno
miracoloso fai, dunque, perché lo vediamo e ti crediamo? Che operi? I nostri
padri mangiarono la manna nel deserto, come è scritto:
"Egli diede loro da mangiare del pane venuto dal cielo"».
Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che non Mosè vi ha dato il
pane che viene dal cielo, ma il Padre mio vi dà il vero pane che viene dal
cielo. Poiché il pane di Dio è quello che scende dal cielo, e dà vita al
mondo».
Essi quindi gli dissero: «Signore, dacci sempre di codesto pane».
Gesù disse loro: «Io sono il pane della vita; chi viene a me non avrà più
fame e chi crede in me non avrà mai più sete. Ma io ve l'ho detto: "Voi mi
avete visto, eppure non credete!" Tutti quelli che il Padre mi dà verranno a
me; e colui che viene a me, non lo caccerò fuori; perché sono disceso dal
cielo non per fare la mia volontà, ma la volontà di colui che mi ha mandato.
Questa è la volontà di colui che mi ha mandato: che io non perda nessuno di
quelli che egli mi ha dati, ma che li risusciti nell'ultimo giorno. Poiché
questa è la volontà del Padre mio: che chiunque contempla il Figlio e crede
in lui, abbia vita eterna; e io lo risusciterò nell'ultimo giorno». Perciò i
Giudei mormoravano di lui perché aveva detto: «Io sono il pane che è disceso
dal cielo». Dicevano: «Non è costui Gesù, il figlio di Giuseppe, del quale
conosciamo il padre e la madre? Come mai ora dice: "Io sono disceso dal
cielo?"»
Gesù rispose loro: «Non mormorate tra di voi. Nessuno può venire a me se non
lo attira il Padre, che mi ha mandato; e io lo risusciterò nell'ultimo
giorno. È scritto nei profeti:
"Saranno tutti istruiti da Dio".
Ogni uomo che ha udito il Padre e ha imparato da lui, viene a me. Perché
nessuno ha visto il Padre, se non colui che è da Dio; egli ha visto il
Padre. In verità, in verità vi dico: chi crede in me ha vita eterna. Io sono
il pane della vita. I vostri padri mangiarono la manna nel deserto e
morirono. Questo è il pane che discende dal cielo, affinché chi ne mangia
non muoia. Io sono il pane vivente, che è disceso dal cielo; se uno mangia
di questo pane vivrà in eterno; e il pane che io darò è la mia carne, [che
darò] per la vita del mondo».
I Giudei dunque discutevano tra di loro, dicendo: «Come può costui darci da
mangiare la sua carne?»
Perciò Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico che se non mangiate la
carne del Figlio dell'uomo e non bevete il suo sangue, non avete vita in
voi. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha vita eterna; e io lo
risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio
sangue è vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora
in me, e io in lui. Come il Padre vivente mi ha mandato e io vivo a motivo
del Padre, così chi mi mangia vivrà anch'egli a motivo di me. Questo è il
pane che è disceso dal cielo; non come quello che i padri mangiarono e
morirono; chi mangia di questo pane vivrà in eterno».
Queste cose disse Gesù, insegnando nella sinagoga di Capernaum.
Gesù mette alla prova la lealtà dei discepoli
(Mt 8:19-22; 10:36; Lu 9:23-26)(Mt 16:13-16; Mr 8:27-30; Lu 9:18-21) Eb
3:12; 4:12-13; 10:38-39; 1P 2:6-9
Perciò molti dei suoi discepoli, dopo aver udito, dissero: «Questo parlare è
duro; chi può ascoltarlo?» Gesù, sapendo dentro di sé che i suoi discepoli
mormoravano di ciò, disse loro: «Questo vi scandalizza? E che sarebbe se
vedeste il Figlio dell'uomo ascendere dov'era prima? È lo Spirito che
vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono
spirito e vita. Ma tra di voi ci sono alcuni che non credono». Gesù sapeva
infatti fin dal principio chi erano quelli che non credevano, e chi era
colui che lo avrebbe tradito. E diceva: «Per questo vi ho detto che nessuno
può venire a me, se non gli è dato dal Padre».
Da allora molti dei suoi discepoli si tirarono indietro e non andavano più
con lui.
Perciò Gesù disse ai dodici: «Non volete andarvene anche voi?» Simon Pietro
gli rispose: «Signore, da chi andremmo noi? Tu hai parole di vita eterna; e
noi abbiamo creduto e abbiamo conosciuto che tu sei il Santo di Dio». Gesù
rispose loro: «Non ho io scelto voi dodici? Eppure, uno di voi è un
diavolo!» Egli parlava di Giuda, figlio di Simone Iscariota, perché questi,
uno dei dodici, stava per tradirlo.
CAPITOLO 7
I fratelli di Gesù non credono in lui
Le 23:34-43; Gv 5:44 (Gv 15:18-19; Mt 10:16; Ec 8:5)
Dopo queste cose, Gesù se ne andava per la Galilea, non volendo fare
altrettanto in Giudea perché i Giudei cercavano di ucciderlo.
Or la festa dei Giudei, detta delle Capanne, era vicina. Perciò i suoi
fratelli gli dissero: «Parti di qua e va' in Giudea, affinché i tuoi
discepoli vedano anch'essi le opere che tu fai. Poiché nessuno agisce in
segreto, quando cerca di essere riconosciuto pubblicamente. Se tu fai queste
cose, manifèstati al mondo». Poiché neppure i suoi fratelli credevano in
lui. Gesù quindi disse loro: «Il mio tempo non è ancora venuto; il vostro
tempo, invece, è sempre pronto. Il mondo non può odiare voi; ma odia me,
perché io testimonio di lui che le sue opere sono malvagie. Salite voi alla
festa; io non salgo a questa festa, perché il mio tempo non è ancora
compiuto». Dette queste cose, rimase in Galilea.
Gesù alla festa delle Capanne
Lu 2:34 (Gv 3:34; 5:15-18; Ro 2:17-23) Gv 8:19-24
Ma quando i suoi fratelli furono saliti alla festa, allora vi salì anche
lui; non palesemente, ma come di nascosto. I Giudei dunque lo cercavano
durante la festa, e dicevano: «Dov'è quel tale?» Vi era tra la folla un gran
mormorio riguardo a lui. Alcuni dicevano: «È un uomo per bene!» Altri
dicevano: «No, anzi, svia la gente!» Nessuno però parlava di lui
apertamente, per paura dei Giudei.
Verso la metà della festa, Gesù salì al tempio e si mise a insegnare. Perciò
i Giudei si meravigliavano e dicevano: «Come mai conosce così bene le
Scritture senza aver fatto studi?» Gesù rispose loro: «La mia dottrina non è
mia, ma di colui che mi ha mandato. Se uno vuol fare la volontà di lui,
conoscerà se questa dottrina è da Dio o se io parlo di mio. Chi parla di suo
cerca la propria gloria; ma chi cerca la gloria di colui che l'ha mandato, è
veritiero e non vi è ingiustizia in lui. Mosè non vi ha forse dato la legge?
Eppure nessuno di voi mette in pratica la legge! Perché cercate
d'uccidermi?» La gente rispose: «Tu hai un demonio! Chi cerca di ucciderti?»
Gesù rispose loro: «Un'opera sola ho fatto, e tutti ve ne meravigliate. Mosè
vi ha dato la circoncisione (non che venga da Mosè, ma viene dai padri); e
voi circoncidete l'uomo in giorno di sabato. Se un uomo riceve la
circoncisione di sabato affinché la legge di Mosè non sia violata, vi
adirate voi contro di me perché in giorno di sabato ho guarito un uomo tutto
intero? Non giudicate secondo l'apparenza, ma giudicate secondo giustizia».
Perciò alcuni di Gerusalemme dicevano: «Non è questi colui che cercano di
uccidere? Eppure, ecco, egli parla liberamente, e non gli dicono nulla. Che
i capi abbiano riconosciuto per davvero che egli è il Cristo? Eppure, costui
sappiamo di dov'è; ma quando il Cristo verrà, nessuno saprà di dove egli
sia». Gesù dunque, insegnando nel tempio, esclamò: «Voi certamente mi
conoscete e sapete di dove sono; però non son venuto da me, ma colui che mi
ha mandato è veritiero, e voi non lo conoscete. Io lo conosco, perché vengo
da lui, ed è lui che mi ha mandato». Cercavano perciò di arrestarlo, ma
nessuno gli mise le mani addosso, perché l'ora sua non era ancora venuta.
Ma molti della folla credettero in lui, e dicevano: «Quando il Cristo sarà
venuto, farà più segni miracolosi di quanti ne abbia fatto questi?» I
farisei udirono la gente mormorare queste cose di lui; e i capi dei
sacerdoti e i farisei mandarono delle guardie per arrestarlo.
Perciò Gesù disse loro: «Io sono ancora con voi per poco tempo; poi me ne
vado a colui che mi ha mandato. Voi mi cercherete e non mi troverete; e dove
io sarò, voi non potete venire». Perciò i Giudei dissero tra di loro: «Dove
andrà dunque ché noi non lo troveremo? Andrà forse da quelli che sono
dispersi tra i Greci, a insegnare ai Greci? Che significano queste sue
parole: "Voi mi cercherete e non mi troverete"; e: "Dove io sarò voi non
potete venire?"»
Fiumi d'acqua viva
Gv 4:10-14; Ap 22:17; Is 55:1-3; Gl 2:28-29; At 2:2-4
Nell'ultimo giorno, il giorno più solenne della festa, Gesù stando in piedi
esclamò: «Se qualcuno ha sete, venga a me e beva. Chi crede in me, come ha
detto la Scrittura, fiumi d'acqua viva sgorgheranno dal suo seno». Disse
questo dello Spirito, che dovevano ricevere quelli che avrebbero creduto in
lui; lo Spirito, infatti, non era ancora stato dato, perché Gesù non era
ancora glorificato.
Quel che la gente dice di Gesù
(At 28:23-27; Lu 12:51) Gr 8:8-9
Una parte dunque della gente, udite quelle parole, diceva: «Questi è davvero
il profeta». Altri dicevano: «Questi è il Cristo». Altri, invece, dicevano:
«Ma è forse dalla Galilea che viene il Cristo? La Scrittura non dice forse
che il Cristo viene dalla discendenza di Davide e da Betlemme, il villaggio
dove stava Davide?» Vi fu dunque dissenso, tra la gente, a causa sua; e
alcuni di loro lo volevano arrestare, ma nessuno gli mise le mani addosso.
Le guardie dunque tornarono dai capi dei sacerdoti e dai farisei, i quali
dissero loro: «Perché non l'avete portato?» Le guardie risposero: «Nessuno
parlò mai come quest'uomo!» Perciò i farisei replicarono loro: «Siete stati
sedotti anche voi? Ha qualcuno dei capi o dei farisei creduto in lui? Ma
questo popolino, che non conosce la legge, è maledetto!» Nicodemo (uno di
loro, quello che prima era andato da lui) disse: «La nostra legge giudica
forse un uomo prima che sia stato udito e che si sappia quello che ha
fatto?» Essi gli risposero: «Sei anche tu di Galilea? Esamina, e vedrai che
dalla Galilea non sorge profeta».
[E ognuno se ne andò a casa sua.
De 22:22 (Sl 50:6-21; Ro 2:1-3, 17-23) Gv 3:17
Gesù andò al monte degli Ulivi. All'alba tornò nel tempio, e tutto il popolo
andò da lui; ed egli, sedutosi, li istruiva.
Allora gli scribi e i farisei gli condussero un donna còlta in adulterio; e,
fattala stare in mezzo, gli dissero: «Maestro, questa donna è stata còlta in
flagrante adulterio. Or Mosè, nella legge, ci ha comandato di lapidare tali
donne; tu che ne dici?» Dicevano questo per metterlo alla prova, per poterlo
accusare. Ma Gesù, chinatosi, si mise a scrivere con il dito in terra. E,
siccome continuavano a interrogarlo, egli, alzato il capo, disse loro: «Chi
di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei». E,
chinatosi di nuovo, scriveva in terra. Essi, udito ciò, e accusati dalla
loro coscienza, uscirono a uno a uno, cominciando dai più vecchi fino agli
ultimi; e Gesù fu lasciato solo con la donna che stava là in mezzo. Gesù,
alzatosi e non vedendo altri che la donna, le disse: «Donna, dove sono quei
tuoi accusatori? Nessuno ti ha condannata?» Ella rispose: «Nessuno,
Signore». E Gesù le disse: «Neppure io ti condanno; va' e non peccare più».]
Gesù, la luce del mondo
Gv 1:4-5, 9-12; 5:36-37; 12:46-50
Gesù parlò loro di nuovo, dicendo: «Io sono la luce del mondo; chi mi segue
non camminerà nelle tenebre, ma avrà la luce della vita».
Allora i farisei gli dissero: «Tu testimoni di te stesso; la tua
testimonianza non è vera». Gesù rispose loro: «Anche se io testimonio di me
stesso, la mia testimonianza è vera, perché so da dove son venuto e dove
vado; ma voi non sapete da dove io vengo né dove vado. Voi giudicate secondo
la carne; io non giudico nessuno. Anche se giudico, il mio giudizio è
veritiero, perché non sono solo, ma sono io con il Padre che mi ha mandato.
D'altronde nella vostra legge è scritto che la testimonianza di due uomini è
vera. Or sono io a testimoniare di me stesso, e anche il Padre che mi ha
mandato testimonia di me». Essi perciò gli dissero: «Dov'è tuo Padre?» Gesù
rispose: «Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me,
conoscereste anche il Padre mio».
Queste parole disse Gesù nella sala del tesoro, insegnando nel tempio; e
nessuno lo arrestò, perché l'ora sua non era ancora venuta.
Egli dunque disse loro di nuovo: «Io me ne vado e voi mi cercherete e
morirete nel vostro peccato; dove vado io, voi non potete venire». Perciò i
Giudei dicevano: «S'ucciderà forse, poiché dice: "Dove vado io, voi non
potete venire"?» Egli diceva loro: «Voi siete di quaggiù; io sono di lassù;
voi siete di questo mondo; io non sono di questo mondo. Perciò vi ho detto
che morirete nei vostri peccati; perché se non credete che io sono, morirete
nei vostri peccati». Allora gli domandarono: «Chi sei tu?» Gesù rispose
loro: «Sono per l'appunto quel che vi dico. Ho molte cose da dire e da
giudicare sul conto vostro; ma colui che mi ha mandato è veritiero, e le
cose che ho udite da lui, le dico al mondo». Essi non capirono che egli
parlava loro del Padre. Gesù dunque disse loro: «Quando avrete innalzato il
Figlio dell'uomo, allora conoscerete che io sono, e che non faccio nulla da
me, ma dico queste cose come il Padre mi ha insegnato. E colui che mi ha
mandato è con me; egli non mi ha lasciato solo, perché faccio sempre le cose
che gli piacciono».
(Ro 6:12-23; 8:1-2) Ga 3:7, 29; 1Gv 3:8-10
Mentre egli parlava così, molti credettero in lui. Gesù allora disse a quei
Giudei che avevano creduto in lui: «Se perseverate nella mia parola, siete
veramente miei discepoli; conoscerete la verità e la verità vi farà liberi».
Essi gli risposero: «Noi siamo discendenti d'Abraamo, e non siamo mai stati
schiavi di nessuno; come puoi tu dire: "Voi diverrete liberi"?» Gesù rispose
loro: «In verità, in verità vi dico che chi commette il peccato è schiavo
del peccato. Or lo schiavo non dimora per sempre nella casa: il figlio vi
dimora per sempre. Se dunque il Figlio vi farà liberi, sarete veramente
liberi. So che siete discendenti d'Abraamo; ma cercate di uccidermi, perché
la mia parola non penetra in voi. Io dico quel che ho visto presso il Padre
mio; e voi pure fate le cose che avete udite dal padre vostro». Essi gli
risposero: «Nostro padre è Abraamo». Gesù disse loro: «Se foste figli di
Abraamo, fareste le opere di Abraamo; ma ora cercate di uccidermi, perché vi
ho detto la verità che ho udita da Dio; Abraamo non fece così. Voi fate le
opere del padre vostro». Essi gli dissero: «Noi non siamo nati da
fornicazione; abbiamo un solo Padre: Dio». Gesù disse loro: «Se Dio fosse
vostro Padre, mi amereste, perché io sono proceduto e vengo da Dio; infatti
io non son venuto da me, ma è lui che mi ha mandato. Perché non comprendete
il mio parlare? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi siete
figli del diavolo, che è vostro padre, e volete fare i desideri del padre
vostro. Egli è stato omicida fin dal principio e non si è attenuto alla
verità, perché non c'è verità in lui. Quando dice il falso, parla di quel
che è suo perché è bugiardo e padre della menzogna. A me, perché io dico la
verità, voi non credete. Chi di voi mi convince di peccato? Se dico la
verità, perché non mi credete? Chi è da Dio ascolta le parole di Dio. Per
questo voi non le ascoltate; perché non siete da Dio».
Gesù e Abraamo
Eb 12:3 (Gv 10:26-33; Cl 1:17)
I Giudei gli risposero: «Non diciamo noi con ragione che sei un Samaritano e
che hai un demonio?» Gesù replicò: «Io non ho un demonio, ma onoro il Padre
mio e voi mi disonorate. Io non cerco la mia gloria; v'è uno che la cerca e
che giudica. In verità, in verità vi dico che se uno osserva la mia parola,
non vedrà mai la morte». I Giudei gli dissero: «Ora sappiamo che tu hai un
demonio. Abraamo e i profeti sono morti, e tu dici: "Se uno osserva la mia
parola, non gusterà mai la morte". Sei tu forse maggiore del padre nostro
Abraamo il quale è morto? Anche i profeti sono morti; chi pretendi di
essere?» Gesù rispose: «Se io glorifico me stesso, la mia gloria è nulla;
chi mi glorifica è il Padre mio, che voi dite essere vostro Dio, e non
l'avete conosciuto; ma io lo conosco, e se dicessi di non conoscerlo, sarei
un bugiardo come voi; ma io lo conosco e osservo la sua parola. Abraamo,
vostro padre, ha gioito nell'attesa di vedere il mio giorno; e l'ha visto, e
se n'è rallegrato». I Giudei gli dissero: «Tu non hai ancora cinquant'anni e
hai visto Abraamo?» Gesù disse loro: «In verità, in verità vi dico: prima
che Abraamo fosse nato, io sono».
Allora essi presero delle pietre per tirargliele; ma Gesù si nascose e uscì
dal tempio.
CAPITOLO 9
Gesù guarisce un uomo cieco fin dalla nascita
Gv 8:12; Ml 4:2; Sl 112:4; Mr 8:22-25
Passando vide un uomo, che era cieco fin dalla nascita. I suoi discepoli lo
interrogarono, dicendo: «Maestro, chi ha peccato, lui o i suoi genitori,
perché sia nato cieco?» Gesù rispose: «Né lui ha peccato, né i suoi
genitori; ma è così, affinché le opere di Dio siano manifestate in lui.
Bisogna che io compia le opere di colui che mi ha mandato mentre è giorno;
la notte viene in cui nessuno può operare. Mentre sono nel mondo, io sono la
luce del mondo».
Detto questo, sputò in terra, fece del fango con la saliva e ne spalmò gli
occhi del cieco, e gli disse: «Va', làvati nella vasca di Siloe» (che
significa: mandato). Egli dunque andò, si lavò, e tornò che ci vedeva.
Perciò i vicini e quelli che l'avevano visto prima, perché era mendicante,
dicevano: «Non è questo colui che stava seduto a chieder l'elemosina?»
Alcuni dicevano: «È lui». Altri dicevano: «No, ma gli somiglia». Egli
diceva: «Sono io». Allora essi gli domandarono: «Com'è che ti sono stati
aperti gli occhi?» Egli rispose: «Quell'uomo che si chiama Gesù fece del
fango, me ne spalmò gli occhi e mi disse: "Va' a Siloe e làvati". Io quindi
sono andato, mi son lavato e ho ricuperato la vista». Ed essi gli dissero:
«Dov'è costui?» Egli rispose: «Non so».
(Gv 10:37-38; Is 6:9-10) Pr 29:25; Lu 6:22-23
Condussero dai farisei colui che era stato cieco. Or era in giorno di sabato
che Gesù aveva fatto il fango e gli aveva aperto gli occhi. I farisei dunque
gli domandarono di nuovo come egli avesse ricuperato la vista. Ed egli disse
loro: «Mi ha messo del fango sugli occhi, mi sono lavato e ci vedo». Perciò
alcuni dei farisei dicevano: «Quest'uomo non è da Dio perché non osserva il
sabato». Ma altri dicevano: «Come può un peccatore fare tali miracoli?» E vi
era disaccordo tra di loro. Essi dunque dissero di nuovo al cieco: «Tu, che
dici di lui, poiché ti ha aperto gli occhi?» Egli rispose: «È un profeta».
I Giudei però non credettero che lui fosse stato cieco e avesse ricuperato
la vista, finché non ebbero chiamato i genitori di colui che aveva
ricuperato la vista, e li ebbero interrogati così: «È questo vostro figlio
che dite esser nato cieco? Com'è dunque che ora ci vede?» I suoi genitori
risposero: «Sappiamo che questo è nostro figlio e che è nato cieco; ma come
ora ci veda, non sappiamo, né sappiamo chi gli abbia aperto gli occhi;
domandatelo a lui; egli è adulto, parlerà lui di sé». Questo dissero i suoi
genitori perché avevano paura dei Giudei; infatti i Giudei avevano già
stabilito che se uno riconoscesse Gesù come Cristo, fosse espulso dalla
sinagoga. Per questo i suoi genitori dissero: «Egli è adulto, domandatelo a
lui».
Essi dunque chiamarono per la seconda volta l'uomo che era stato cieco, e
gli dissero: «Dà gloria a Dio! Noi sappiamo che quest'uomo è un peccatore».
Egli rispose: «Se egli sia un peccatore, non so; una cosa so, che ero cieco
e ora ci vedo». Essi allora gli dissero: «Che cosa ti ha fatto? Come ti aprì
gli occhi?» Egli rispose loro: «Ve l'ho già detto e voi non avete ascoltato;
perché volete udirlo di nuovo? Volete forse diventar suoi discepoli anche
voi?» Essi lo insultarono e dissero: «Sei tu discepolo di costui! Noi siamo
discepoli di Mosè. Noi sappiamo che a Mosè Dio ha parlato; ma in quanto a
costui, non sappiamo di dove sia». L'uomo rispose loro: «Questo poi è
strano: che voi non sappiate di dove sia; eppure mi ha aperto gli occhi! Si
sa che Dio non esaudisce i peccatori; ma se uno è pio e fa la volontà di
Dio, egli lo esaudisce. Da che mondo è mondo non si è mai udito che uno
abbia aperto gli occhi a uno nato cieco. Se quest'uomo non fosse da Dio, non
potrebbe far nulla». Essi gli risposero: «Tu sei tutto quanto nato nel
peccato e insegni a noi?» E lo cacciarono fuori.
Lu 10:21; Gv 10:2-5; 1P 2:6-8; Is 42:16; 2Co 4:3-6
Gesù udì che lo avevano cacciato fuori; e, trovatolo, gli disse: «Credi nel
Figlio dell'uomo?» Quegli rispose: «Chi è, Signore, perché io creda in lui?»
Gesù gli disse: «Tu l'hai già visto; è colui che parla con te, è lui». Egli
disse: «Signore, io credo». E gli si prostrò dinanzi.
Gesù disse: «Io sono venuto in questo mondo per fare un giudizio, affinché
quelli che non vedono vedano, e quelli che vedono diventino ciechi». Alcuni
farisei, che erano con lui, udirono queste cose e gli dissero: «Siamo ciechi
anche noi?» Gesù rispose loro: «Se foste ciechi, non avreste alcun peccato;
ma siccome dite: "Noi vediamo", il vostro peccato rimane.
Gv 9:24-38; Ez 34:1-19; 1P 5:1-4; Eb 13:20
«In verità, in verità vi dico che chi non entra per la porta nell'ovile
delle pecore, ma vi sale da un'altra parte, è un ladro e un brigante. Ma
colui che entra per la porta è il pastore delle pecore. A lui apre il
portinaio, e le pecore ascoltano la sua voce, ed egli chiama le proprie
pecore per nome e le conduce fuori. Quando ha messo fuori tutte le sue
pecore, va davanti a loro, e le pecore lo seguono, perché conoscono la sua
voce. Ma un estraneo non lo seguiranno; anzi, fuggiranno via da lui perché
non conoscono la voce degli estranei». Questa similitudine disse loro Gesù;
ma essi non capirono quali fossero le cose che diceva loro.
Gv 14:6 (Is 40:11; Sl 23) 1P 2:24-25; Ef 5:2, 25-27; 2:11-19
Perciò Gesù di nuovo disse loro: «In verità, in verità vi dico: io sono la
porta delle pecore. Tutti quelli che sono venuti prima di me, sono stati
ladri e briganti; ma le pecore non li hanno ascoltati. Io sono la porta; se
uno entra per me, sarà salvato, entrerà e uscirà, e troverà pastura. Il
ladro non viene se non per rubare, ammazzare e distruggere; io son venuto
perché abbiano la vita e l'abbiano in abbondanza.
Io sono il buon pastore; il buon pastore dà la sua vita per le pecore. Il
mercenario, che non è pastore, a cui non appartengono le pecore, vede venire
il lupo, abbandona le pecore e si dà alla fuga, e il lupo le rapisce e
disperde. Il mercenario [si dà alla fuga perché è mercenario e] non si cura
delle pecore. Io sono il buon pastore, e conosco le mie, e le mie conoscono
me, come il Padre mi conosce e io conosco il Padre, e do la mia vita per le
pecore. Ho anche altre pecore, che non sono di quest'ovile; anche quelle
devo raccogliere ed esse ascolteranno la mia voce, e vi sarà un solo gregge,
un solo pastore. Per questo mi ama il Padre; perché io depongo la mia vita
per riprenderla poi. Nessuno me la toglie, ma io la depongo da me. Ho il
potere di deporla e ho il potere di riprenderla. Quest'ordine ho ricevuto
dal Padre mio».
Nacque di nuovo un dissenso tra i Giudei per queste parole. Molti di loro
dicevano: «Ha un demonio ed è fuori di sé; perché lo ascoltate?» Altri
dicevano: «Queste non sono parole di un indemoniato. Può un demonio aprire
gli occhi ai ciechi?»
Gesù afferma la sua divinità
Gv 5:26-27; 20:28-29 (Ro 8:35-39; 1P 1:3-5)(Gv 8:51-59; 14:9-11)
In quel tempo ebbe luogo in Gerusalemme la festa della Dedicazione. Era
d'inverno, e Gesù passeggiava nel tempio, sotto il portico di Salomone. I
Giudei dunque gli si fecero attorno e gli dissero: «Fino a quando terrai
sospeso l'animo nostro? Se tu sei il Cristo, diccelo apertamente».
Gesù rispose loro: «Ve l'ho detto, e non lo credete; le opere che faccio nel
nome del Padre mio, sono quelle che testimoniano di me; ma voi non credete,
perché non siete delle mie pecore. Le mie pecore ascoltano la mia voce e io
le conosco ed esse mi seguono; e io do loro la vita eterna e non periranno
mai e nessuno le rapirà dalla mia mano. Il Padre mio che me le ha date è più
grande di tutti; e nessuno può rapirle dalla mano del Padre. Io e il Padre
siamo uno».
I Giudei presero di nuovo delle pietre per lapidarlo.
Gesù disse loro: «Vi ho mostrato molte buone opere da parte del Padre mio;
per quale di queste opere mi lapidate?» I Giudei gli risposero: «Non ti
lapidiamo per una buona opera, ma per bestemmia; e perché tu, che sei uomo,
ti fai Dio». Gesù rispose loro: «Non sta scritto nella vostra legge:
"Io ho detto: voi siete dèi?"
Se chiama dèi coloro ai quali la parola di Dio è stata diretta (e la
Scrittura non può essere annullata), come mai a colui che il Padre ha
santificato e mandato nel mondo, voi dite che bestemmia, perché ho detto:
"Sono Figlio di Dio?" Se non faccio le opere del Padre mio, non mi credete;
ma se le faccio, anche se non credete a me, credete alle opere, affinché
sappiate e riconosciate che il Padre è in me e che io sono nel Padre».
Essi cercavano nuovamente di arrestarlo; ma egli sfuggì loro dalle mani.
Gv 11:53-54; Fl 1:12
Gesù se ne andò di nuovo oltre il Giordano, dove Giovanni da principio
battezzava, e là si trattenne. Molti vennero a lui e dicevano: «Giovanni, è
vero, non fece nessun segno miracoloso; ma tutto quello che Giovanni disse
di quest'uomo, era vero». E là molti credettero in lui.
CAPITOLO 11
Gesù risuscita Lazzaro di Betania
Lu 10:38-42 (Gv 5:21, 26-29; 6:40) Mr 5:35-43; Lu 7:11-16; At 9:36-42
C'era un ammalato, un certo Lazzaro di Betania, del villaggio di Maria e di
Marta sua sorella. Maria era quella che unse il Signore di olio profumato e
gli asciugò i piedi con i suoi capelli; Lazzaro, suo fratello, era malato.
Le sorelle dunque mandarono a dire a Gesù: «Signore, ecco, colui che tu ami
è malato». Gesù, udito ciò, disse: «Questa malattia non è per la morte, ma è
per la gloria di Dio, affinché per mezzo di essa il Figlio di Dio sia
glorificato».
Or Gesù amava Marta e sua sorella e Lazzaro; com'ebbe udito che egli era
malato, si trattenne ancora due giorni nel luogo dove si trovava. Poi disse
ai discepoli: «Torniamo in Giudea!» I discepoli gli dissero: «Maestro,
proprio adesso i Giudei cercavano di lapidarti, e tu vuoi tornare là?» Gesù
rispose: «Non vi sono dodici ore nel giorno? Se uno cammina di giorno, non
inciampa, perché vede la luce di questo mondo; ma se uno cammina di notte,
inciampa, perché la luce non è in lui». Così parlò; poi disse loro: «Il
nostro amico Lazzaro si è addormentato; ma vado a svegliarlo». Perciò i
discepoli gli dissero: «Signore, se egli dorme, sarà salvo». Or Gesù aveva
parlato della morte di lui, ma essi pensarono che avesse parlato del dormire
del sonno. Allora Gesù disse loro apertamente: «Lazzaro è morto, e per voi
mi rallegro di non essere stato là, affinché crediate; ma ora, andiamo da
lui!» Allora Tommaso, detto Didimo, disse ai condiscepoli: «Andiamo anche
noi, per morire con lui!»
Gesù dunque, arrivato, trovò che Lazzaro era già da quattro giorni nel
sepolcro. Or Betania distava da Gerusalemme circa quindici stadi, e molti
Giudei erano andati da Marta e Maria per consolarle del loro fratello. Come
Marta ebbe udito che Gesù veniva, gli andò incontro; ma Maria stava seduta
in casa. Marta dunque disse a Gesù: «Signore, se tu fossi stato qui, mio
fratello non sarebbe morto; e anche adesso so che tutto quello che chiederai
a Dio, Dio te lo darà». Gesù le disse: «Tuo fratello risusciterà». Marta gli
disse: «Lo so che risusciterà, nella risurrezione, nell'ultimo giorno». Gesù
le disse: «Io sono la risurrezione e la vita; chi crede in me, anche se
muore, vivrà; e chiunque vive e crede in me, non morirà mai. Credi tu
questo?» Ella gli disse: «Sì, Signore, io credo che tu sei il Cristo, il
Figlio di Dio che doveva venire nel mondo».
Detto questo, se ne andò, e chiamò di nascosto Maria, sua sorella,
dicendole: «Il Maestro è qui, e ti chiama». Ed ella, udito questo, si alzò
in fretta e andò da lui. Or Gesù non era ancora entrato nel villaggio, ma
era sempre nel luogo dove Marta lo aveva incontrato. Quando dunque i Giudei,
che erano in casa con lei e la consolavano, videro che Maria si era alzata
in fretta ed era uscita, la seguirono, supponendo che si recasse al sepolcro
a piangere.
Appena Maria fu giunta dov'era Gesù e l'ebbe visto, gli si gettò ai piedi
dicendogli: «Signore, se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe
morto». Quando Gesù la vide piangere, e vide piangere anche i Giudei che
erano venuti con lei, fremette nello spirito, si turbò e disse: «Dove
l'avete deposto?» Essi gli dissero: «Signore, vieni a vedere!»
Gesù pianse.
Perciò i Giudei dicevano: «Guarda come l'amava!» Ma alcuni di loro dicevano:
«Non poteva, lui che ha aperto gli occhi al cieco, far sì che questi non
morisse?»
Gesù dunque, fremendo di nuovo in sé stesso, andò al sepolcro. Era una
grotta, e una pietra era posta all'apertura. Gesù disse: «Togliete la
pietra!» Marta, la sorella del morto, gli disse: «Signore, egli puzza già,
perché siamo al quarto giorno». Gesù le disse: «Non ti ho detto che se
credi, vedrai la gloria di Dio?» Tolsero dunque la pietra. Gesù, alzati gli
occhi al cielo, disse: «Padre, ti ringrazio perché mi hai esaudito. Io
sapevo bene che tu mi esaudisci sempre; ma ho detto questo a motivo della
folla che mi circonda, affinché credano che tu mi hai mandato». Detto
questo, gridò ad alta voce: «Lazzaro, vieni fuori!» Il morto uscì, con i
piedi e le mani avvolti da fasce, e il viso coperto da un sudario. Gesù
disse loro: «Scioglietelo e lasciatelo andare».
Perciò molti Giudei, che erano venuti da Maria e avevano visto le cose fatte
da Gesù, credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e
raccontarono loro quello che Gesù aveva fatto.
Congiura contro Gesù
Lu 16:31; Gv 15:24-25; Sl 71:10
I capi dei sacerdoti e i farisei, quindi, riunirono il sinedrio e dicevano:
«Che facciamo? Perché quest'uomo fa molti segni miracolosi. Se lo lasciamo
fare, tutti crederanno in lui; e i Romani verranno e ci distruggeranno come
città e come nazione». Uno di loro, Caiafa, che era sommo sacerdote
quell'anno, disse loro: «Voi non capite nulla, e non riflettete come torni a
vostro vantaggio che un uomo solo muoia per il popolo e non perisca tutta la
nazione». Or egli non disse questo di suo; ma, siccome era sommo sacerdote
in quell'anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non
soltanto per la nazione, ma anche per riunire in uno i figli di Dio
dispersi.
Da quel giorno dunque deliberarono di farlo morire. Gesù quindi non andava
più apertamente tra i Giudei, ma si ritirò nella regione vicina al deserto,
in una città chiamata Efraim; e là si trattenne con i suoi discepoli.
Gv 7:11; Sl 31:14
La Pasqua dei Giudei era vicina e molti di quella regione salirono a
Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Cercavano dunque Gesù; e,
stando nel tempio, dicevano tra di loro: «Che ve ne pare? Verrà alla festa?»
Or i capi dei sacerdoti e i farisei avevano dato ordine che se qualcuno
sapesse dov'egli era, ne facesse denuncia perché potessero arrestarlo.
CAPITOLO 12
Maria di Betania unge i piedi di Gesù
=(Mt 26:6-13; Mr 14:3-9)
Gesù dunque, sei giorni prima della Pasqua, andò a Betania dov'era Lazzaro
che egli aveva risuscitato dai morti. Qui gli offrirono una cena; Marta
serviva e Lazzaro era uno di quelli che erano a tavola con lui. Allora
Maria, presa una libbra d'olio profumato, di nardo puro, di gran valore,
unse i piedi di Gesù e glieli asciugò con i suoi capelli; e la casa fu piena
del profumo dell'olio. Ma Giuda Iscariota, uno dei suoi discepoli, che stava
per tradirlo, disse: «Perché non si è venduto quest'olio per trecento denari
e non si sono dati ai poveri?» Diceva così, non perché si curasse dei
poveri, ma perché era ladro, e, tenendo la borsa, ne portava via quello che
vi si metteva dentro. Gesù dunque disse: «Lasciala stare; ella lo ha
conservato per il giorno della mia sepoltura. Poiché i poveri li avete
sempre con voi; ma me, non mi avete sempre».
Una gran folla di Giudei seppe dunque che egli era lì; e ci andarono non
solo a motivo di Gesù, ma anche per vedere Lazzaro che egli aveva
risuscitato dai morti. Ma i capi dei sacerdoti deliberarono di far morire
anche Lazzaro, perché, a causa sua, molti Giudei andavano e credevano in
Gesù.
Ingresso trionfale di Gesù a Gerusalemme
=(Mt 21:1-11; Mr 11:1-10; Lu 19:29-44) cfr. Za 9:9; cfr. Ap 19:11-16
Il giorno seguente, la gran folla che era venuta alla festa, udito che Gesù
veniva a Gerusalemme, prese dei rami di palme, uscì a incontrarlo, e
gridava: «Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore, il re
d'Israele!» Gesù, trovato un asinello, vi montò sopra, come sta scritto:
«Non temere, figlia di Sion!
Ecco, il tuo re viene,
montato sopra un puledro d'asina!»
I suoi discepoli non compresero subito queste cose; ma quando Gesù fu
glorificato, allora si ricordarono che queste cose erano state scritte di
lui, e che essi gliele avevano fatte.
La folla dunque, che era con lui quando aveva chiamato Lazzaro fuori dal
sepolcro e l'aveva risuscitato dai morti, ne rendeva testimonianza. Per
questo la folla gli andò incontro, perché avevano udito che egli aveva fatto
quel segno miracoloso. Perciò i farisei dicevano tra di loro: «Vedete che
non guadagnate nulla? Ecco, il mondo gli corre dietro!»
Alcuni Greci desiderano vedere Gesù
(Is 49:6; 53:10-12)
Or tra quelli che salivano alla festa per adorare c'erano alcuni Greci.
Questi dunque, avvicinatisi a Filippo, che era di Betsàida di Galilea, gli
fecero questa richiesta: «Signore, vorremmo vedere Gesù». Filippo andò a
dirlo ad Andrea; e Andrea e Filippo andarono a dirlo a Gesù.
Gesù annuncia la sua crocifissione
Mt 16:24-27 (Eb 2:9-10, 14-15)(2Co 6:2; Eb 3:7-8)
Gesù rispose loro, dicendo: «L'ora è venuta, che il Figlio dell'uomo
dev'essere glorificato. In verità, in verità vi dico che se il granello di
frumento caduto in terra non muore, rimane solo; ma se muore, produce molto
frutto. Chi ama la sua vita, la perde, e chi odia la sua vita in questo
mondo, la conserverà in vita eterna. Se uno mi serve, mi segua; e là dove
sono io, sarà anche il mio servitore; se uno mi serve, il Padre l'onorerà.
Ora, l'animo mio è turbato; e che dirò? Padre, salvami da quest'ora? Ma è
per questo che sono venuto incontro a quest'ora. Padre, glorifica il tuo
nome!»
Allora venne una voce dal cielo: «L'ho glorificato, e lo glorificherò di
nuovo!» Perciò la folla che era presente e aveva udito, diceva che era stato
un tuono. Altri dicevano: «Gli ha parlato un angelo».
Gesù disse: «Questa voce non è venuta per me, ma per voi. Ora avviene il
giudizio di questo mondo; ora sarà cacciato fuori il principe di questo
mondo; e io, quando sarò innalzato dalla terra, attirerò tutti a me». Così
diceva per indicare di qual morte doveva morire. La folla quindi gli
rispose: «Noi abbiamo udito dalla legge che il Cristo dimora in eterno; come
mai dunque tu dici che il Figlio dell'uomo dev'essere innalzato? Chi è
questo Figlio dell'uomo?» Gesù dunque disse loro: «La luce è ancora per poco
tempo tra di voi. Camminate mentre avete la luce, affinché non vi
sorprendano le tenebre; chi cammina nelle tenebre, non sa dove va. Mentre
avete la luce, credete nella luce, affinché diventiate figli di luce».
Gesù disse queste cose, poi se ne andò e si nascose da loro.
Is 6:1-12; De 18:18-19; Lu 9:26
Sebbene avesse fatto tanti segni miracolosi in loro presenza, non credevano
in lui; affinché si adempisse la parola detta dal profeta Isaia:
«Signore, chi ha creduto alla nostra predicazione?
A chi è stato rivelato il braccio del Signore?»
Perciò non potevano credere, per la ragione detta ancora da Isaia:
«Egli ha accecato i loro occhi e ha indurito i loro cuori,
affinché non vedano con gli occhi,
e non comprendano con il cuore,
e non si convertano, e io non li guarisca».
Queste cose disse Isaia, perché vide la gloria di lui e di lui parlò.
Ciò nonostante, molti, anche tra i capi, credettero in lui; ma a causa dei
farisei non lo confessavano, per non essere espulsi dalla sinagoga; perché
preferirono la gloria degli uomini alla gloria di Dio.
Ma Gesù ad alta voce esclamò: «Chi crede in me, crede non in me, ma in colui
che mi ha mandato; e chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io son
venuto come luce nel mondo, affinché chiunque crede in me, non rimanga nelle
tenebre. Se uno ode le mie parole e non le osserva, io non lo giudico;
perché io non son venuto a giudicare il mondo, ma a salvare il mondo. Chi mi
respinge e non riceve le mie parole, ha chi lo giudica; la parola che ho
annunciata è quella che lo giudicherà nell'ultimo giorno. Perché io non ho
parlato di mio; ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha comandato lui quello
che devo dire e di cui devo parlare; e so che il suo comandamento è vita
eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a
me».
CAPITOLO 13
L'ultima cena; Gesù lava i piedi ai suoi discepoli
Mt 26:19-20; Mr 14:17; Lu 22:14-18, 24-27; Mr 10:35-45
Or prima della festa di Pasqua, Gesù, sapendo che era venuta per lui l'ora
di passare da questo mondo al Padre, avendo amato i suoi che erano nel
mondo, li amò sino alla fine.
Durante la cena, quando il diavolo aveva già messo in cuore a Giuda
Iscariota, figlio di Simone, di tradirlo, Gesù, sapendo che il Padre gli
aveva dato tutto nelle mani e che era venuto da Dio e a Dio se ne tornava,
si alzò da tavola, depose le sue vesti e, preso un asciugatoio, se lo cinse.
Poi mise dell'acqua in una bacinella, e cominciò a lavare i piedi ai
discepoli, e ad asciugarli con l'asciugatoio del quale era cinto. Si
avvicinò dunque a Simon Pietro, il quale gli disse: «Tu, Signore, lavare i
piedi a me?» Gesù gli rispose: «Tu non sai ora quello che io faccio, ma lo
capirai dopo». Pietro gli disse: «Non mi laverai mai i piedi!» Gesù gli
rispose: «Se non ti lavo, non hai parte alcuna con me». E Simon Pietro:
«Signore, non soltanto i piedi, ma anche le mani e il capo!» Gesù gli disse:
«Chi è lavato tutto, non ha bisogno che di aver lavati i piedi; è purificato
tutto quanto; e voi siete purificati, ma non tutti». Perché sapeva chi era
colui che lo tradiva; per questo disse: «Non tutti siete netti».
Quando dunque ebbe loro lavato i piedi ed ebbe ripreso le sue vesti, si mise
di nuovo a tavola, e disse loro: «Capite quello che vi ho fatto? Voi mi
chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che
sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare
i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche
voi facciate come vi ho fatto io. In verità, in verità vi dico che il servo
non è maggiore del suo signore, né il messaggero è maggiore di colui che lo
ha mandato. Se sapete queste cose, siete beati se le fate.
Gesù annuncia il tradimento di Giuda
=(Mt 26:21-25; Mr 14:18-21; Lu 22:21-23
«Non parlo di voi tutti; io conosco quelli che ho scelti; ma, perché sia
adempiuta la Scrittura, "Colui che mangia il mio pane,
ha levato contro di me il suo calcagno".
Ve lo dico fin d'ora, prima che accada; affinché quando sarà accaduto, voi
crediate che io sono.
In verità, in verità vi dico: chi riceve colui che io avrò mandato, riceve
me; e chi riceve me, riceve colui che mi ha mandato».
Dette queste cose, Gesù fu turbato nello spirito e, apertamente, così
dichiarò: «In verità, in verità vi dico che uno di voi mi tradirà». I
discepoli si guardavano l'un l'altro, non sapendo di chi parlasse. Ora, a
tavola, inclinato sul petto di Gesù, stava uno dei discepoli, quello che
Gesù amava. Simon Pietro gli fece cenno di domandare chi fosse colui del
quale parlava. Egli, chinatosi sul petto di Gesù, gli domandò: «Signore, chi
è?» Gesù rispose: «È quello al quale darò il boccone dopo averlo intinto». E
intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariota.
Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui. Per cui Gesù gli disse: «Quel
che fai, fallo presto». Ma nessuno dei commensali comprese perché gli avesse
detto così. Difatti alcuni pensavano che, siccome Giuda teneva la borsa,
Gesù gli avesse detto: «Compra quel che ci occorre per la festa»; ovvero che
desse qualcosa ai poveri. Egli dunque, preso il boccone, uscì subito; ed era
notte.
Gv 17:1-5, 11; 15:12-14, 17; 1Gv 3:10-19; 4:7-12
Quando egli fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell'uomo è glorificato e
Dio è glorificato in lui. Se Dio è glorificato in lui, Dio lo glorificherà
anche in sé stesso e lo glorificherà presto. Figlioli, è per poco che sono
ancora con voi. Voi mi cercherete; e, come ho detto ai Giudei: "Dove vado
io, voi non potete venire", così lo dico ora a voi. Io vi do un nuovo
comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche
voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei
discepoli, se avete amore gli uni per gli altri».
Gesù annunzia il rinnegamento di Pietro
=(Mt 26:31-35; Mr 14:27-31; Lu 22:31-34)
Simon Pietro gli domandò: «Signore, dove vai?» Gesù rispose: «Dove vado io,
non puoi seguirmi per ora; ma mi seguirai più tardi». Pietro gli disse:
«Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!» Gesù gli
rispose: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità ti dico che il
gallo non canterà che già tu non mi abbia rinnegato tre volte.
CAPITOLO 14
Gesù consola gli apostoli: egli ritornerà da loro
2Co 4:17-5:1; Eb 9:24; 10:19-22; Cl 3:1-4; 2:9-10; Gv 16:23-24
«Il vostro cuore non sia turbato; abbiate fede in Dio, e abbiate fede anche
in me!
Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore; se no, vi avrei detto forse
che io vado a prepararvi un luogo? Quando sarò andato e vi avrò preparato un
luogo, tornerò e vi accoglierò presso di me, affinché dove sono io, siate
anche voi; e del luogo dove io vado, sapete anche la via».
Tommaso gli disse: «Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo sapere la
via?» Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al
Padre se non per mezzo di me. Se mi aveste conosciuto avreste conosciuto
anche mio Padre; e fin da ora lo conoscete, e l'avete visto».
Filippo gli disse: «Signore, mostraci il Padre e ci basta». Gesù gli disse:
«Da tanto tempo sono con voi e tu non mi hai conosciuto, Filippo? Chi ha
visto me, ha visto il Padre; come mai tu dici: "Mostraci il Padre"? Non
credi tu che io sono nel Padre e che il Padre è in me? Le parole che io vi
dico, non le dico di mio; ma il Padre che dimora in me, fa le opere sue.
Credetemi: io sono nel Padre e il Padre è in me; se no, credete a causa di
quelle opere stesse.
In verità, in verità vi dico che chi crede in me farà anch'egli le opere che
faccio io; e ne farà di maggiori, perché io me ne vado al Padre; e quello
che chiederete nel mio nome, lo farò; affinché il Padre sia glorificato nel
Figlio. Se mi chiederete qualche cosa nel mio nome, io la farò.
Gesù promette lo Spirito Santo
(1Gv 5:3; 2:3-6) Gv 16:5-15, 33; Fl 4:6-7
«Se voi mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre,
ed Egli vi darà un altro consolatore, perché stia con voi per sempre, lo
Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non
lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi. Non vi
lascerò orfani; tornerò da voi. Ancora un po', e il mondo non mi vedrà più;
ma voi mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno conoscerete
che io sono nel Padre mio, e voi in me e io in voi. Chi ha i miei
comandamenti e li osserva, quello mi ama; e chi mi ama sarà amato dal Padre
mio, e io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Giuda (non l'Iscariota) gli domandò: «Signore, come mai ti manifesterai a
noi e non al mondo?» Gesù gli rispose: «Se uno mi ama, osserverà la mia
parola; e il Padre mio l'amerà, e noi verremo da lui e dimoreremo presso di
lui. Chi non mi ama non osserva le mie parole; e la parola che voi udite non
è mia, ma è del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose, stando ancora con voi; ma il Consolatore, lo
Spirito Santo, che il Padre manderà nel mio nome, vi insegnerà ogni cosa e
vi ricorderà tutto quello che vi ho detto.
Vi lascio pace; vi do la mia pace. Io non vi do come il mondo dà. Il vostro
cuore non sia turbato e non si sgomenti. Avete udito che vi ho detto: "Io me
ne vado, e torno da voi"; se voi mi amaste, vi rallegrereste che io vada al
Padre, perché il Padre è maggiore di me. Ora ve l'ho detto prima che
avvenga, affinché, quando sarà avvenuto, crediate. Io non parlerò più con
voi per molto, perché viene il principe di questo mondo. Egli non può nulla
contro di me; ma così avviene affinché il mondo conosca che amo il Padre e
opero come il Padre mi ha ordinato. Alzatevi, andiamo via di qui.
Cl 2:6-7; Ga 2:20; Ef 3:17-19; 2:10; Gv 14:21, 23; Lu 13:6-9
«Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiuolo. Ogni tralcio che in me
non dà frutto, lo toglie via; e ogni tralcio che dà frutto, lo pota affinché
ne dia di più. Voi siete già puri a causa della parola che vi ho annunziata.
Dimorate in me, e io dimorerò in voi. Come il tralcio non può da sé dar
frutto se non rimane nella vite, così neppure voi, se non dimorate in me. Io
sono la vite, voi siete i tralci. Colui che dimora in me e nel quale io
dimoro, porta molto frutto; perché senza di me non potete far nulla. Se uno
non dimora in me, è gettato via come il tralcio, e si secca; questi tralci
si raccolgono, si gettano nel fuoco e si bruciano. Se dimorate in me e le
mie parole dimorano in voi, domandate quello che volete e vi sarà fatto. In
questo è glorificato il Padre mio: che portiate molto frutto, così sarete
miei discepoli.
Come il Padre mi ha amato, così anch'io ho amato voi; dimorate nel mio
amore. Se osservate i miei comandamenti, dimorerete nel mio amore; come io
ho osservato i comandamenti del Padre mio e dimoro nel suo amore. Vi ho
detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi e la vostra gioia sia
completa.
Gv 13:34-35; 1Gv 3:16-19; 4:7-12
«Questo è il mio comandamento: che vi amiate gli uni gli altri, come io ho
amato voi. Nessuno ha amore più grande di quello di dar la sua vita per i
suoi amici. Voi siete miei amici, se fate le cose che io vi comando. Io non
vi chiamo più servi, perché il servo non sa quello che fa il suo signore; ma
vi ho chiamati amici, perché vi ho fatto conoscere tutte le cose che ho
udite dal Padre mio. Non siete voi che avete scelto me, ma sono io che ho
scelto voi, e vi ho costituiti perché andiate e portiate frutto e il vostro
frutto rimanga; affinché tutto quello che chiederete al Padre, nel mio nome,
egli ve lo dia. Questo vi comando: che vi amiate gli uni gli altri.
L'odio del mondo verso coloro che credono in Cristo
(Mt 10:22-33; Gv 16:1-3, 33) Gv 3:18-19
«Se il mondo vi odia, sapete bene che prima di voi ha odiato me. Se foste
del mondo, il mondo amerebbe quello che è suo; poiché non siete del mondo,
ma io ho scelto voi in mezzo al mondo, perciò il mondo vi odia. Ricordatevi
della parola che vi ho detta: "Il servo non è più grande del suo signore".
Se hanno perseguitato me, perseguiteranno anche voi; se hanno osservato la
mia parola, osserveranno anche la vostra. Ma tutto questo ve lo faranno a
causa del mio nome, perché non conoscono colui che mi ha mandato. Se non
fossi venuto e non avessi parlato loro, non avrebbero colpa; ma ora non
hanno scusa per il loro peccato. Chi odia me, odia anche il Padre mio. Se
non avessi fatto tra di loro le opere che nessun altro ha mai fatte, non
avrebbero colpa; ma ora le hanno viste, e hanno odiato me e il Padre mio. Ma
questo è avvenuto affinché sia adempiuta la parola scritta nella loro legge:
"Mi hanno odiato senza motivo".
Ma quando sarà venuto il Consolatore che io vi manderò da parte del Padre,
lo Spirito della verità che procede dal Padre, egli testimonierà di me; e
anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal
principio.
CAPITOLO 16
Gesù avverte i suoi delle persecuzioni future
Gv 15:18-25; Lu 6:22-23 (cfr. Mt 24:9-10; Lu 21:16-19)
«Io vi ho detto queste cose, affinché non siate sviati. Vi espelleranno
dalle sinagoghe; anzi, l'ora viene che chiunque vi ucciderà, crederà di
rendere un culto a Dio. Faranno questo perché non hanno conosciuto né il
Padre né me. Ma io vi ho detto queste cose, affinché quando sia giunta
l'ora, vi ricordiate che ve le ho dette. Non ve le dissi da principio perché
ero con voi.
Lo Spirito agisce nel mondo e nei discepoli
(Gv 14:16-17, 26; 15:26) At 2; 1Co 2:7-16; 1Gv 2:20-21, 27
«Ma ora vado a colui che mi ha mandato; e nessuno di voi mi domanda: "Dove
vai?" Invece, perché vi ho detto queste cose, la tristezza vi ha riempito il
cuore. Eppure, io vi dico la verità: è utile per voi che io me ne vada;
perché, se non me ne vado, non verrà a voi il Consolatore; ma se me ne vado,
io ve lo manderò. Quando sarà venuto, convincerà il mondo quanto al peccato,
alla giustizia e al giudizio. Quanto al peccato, perché non credono in me;
quanto alla giustizia, perché vado al Padre e non mi vedrete più; quanto al
giudizio, perché il principe di questo mondo è stato giudicato.
Ho ancora molte cose da dirvi; ma non sono per ora alla vostra portata;
quando però sarà venuto lui, lo Spirito della verità, egli vi guiderà in
tutta la verità, perché non parlerà di suo, ma dirà tutto quello che avrà
udito, e vi annuncerà le cose a venire. Egli mi glorificherà perché prenderà
del mio e ve lo annuncerà. Tutte le cose che ha il Padre, sono mie; per
questo ho detto che prenderà del mio e ve lo annuncerà.
Gesù parla della sua morte, della sua risurrezione e della sua venuta
Gv 14:18-19, 13-14; Lu 24; Ez 39:29
«Tra poco non mi vedrete più; e tra un altro poco mi vedrete [perché vado al
Padre]».
Allora alcuni dei suoi discepoli dissero tra di loro: «Che cos'è questo che
ci dice: "Tra poco non mi vedrete più"; e: "Tra un altro poco mi vedrete";
e: "Perché vado al Padre"?» Dicevano dunque: «Che cos'è questo "tra poco"
che egli dice? Noi non sappiamo quello che egli voglia dire».
Gesù comprese che volevano interrogarlo, e disse loro: «Voi vi domandate
l'un l'altro che cosa significano quelle mie parole: "Tra poco non mi
vedrete più", e: "Tra un altro poco mi vedrete"? In verità, in verità vi
dico che voi piangerete e farete cordoglio, e il mondo si rallegrerà. Sarete
rattristati, ma la vostra tristezza sarà cambiata in gioia. La donna, quando
partorisce, prova dolore, perché è venuta la sua ora; ma quando ha dato alla
luce il bambino, non si ricorda più dell'angoscia per la gioia che sia
venuta al mondo una creatura umana. Così anche voi siete ora nel dolore; ma
io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi toglierà
la vostra gioia. In quel giorno non mi rivolgerete alcuna domanda. In
verità, in verità vi dico che qualsiasi cosa domanderete al Padre nel mio
nome, egli ve la darà. Fino ad ora non avete chiesto nulla nel mio nome;
chiedete e riceverete, affinché la vostra gioia sia completa.
Gv 14:18-23, 27; Ro 8:35-39
«Vi ho detto queste cose in similitudini; l'ora viene che non vi parlerò più
in similitudini, ma apertamente vi farò conoscere il Padre. In quel giorno
chiederete nel mio nome; e non vi dico che io pregherò il Padre per voi;
poiché il Padre stesso vi ama, perché mi avete amato e avete creduto che
sono proceduto da Dio. Sono proceduto dal Padre e sono venuto nel mondo; ora
lascio il mondo, e vado al Padre».
I suoi discepoli gli dissero: «Ecco, adesso tu parli apertamente, e non usi
similitudini. Ora sappiamo che sai ogni cosa e non hai bisogno che nessuno
ti interroghi; perciò crediamo che sei proceduto da Dio». Gesù rispose loro:
«Adesso credete? L'ora viene, anzi è venuta, che sarete dispersi, ciascuno
per conto suo, e mi lascerete solo; ma io non sono solo, perché il Padre è
con me. Vi ho detto queste cose, affinché abbiate pace in me. Nel mondo
avrete tribolazione; ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo».
CAPITOLO 17
La preghiera sacerdotale
Gv 13:1 (Ro 8:34; Eb 7:24-28; 4:14-16)
Gesù disse queste cose; poi, alzati gli occhi al cielo, disse: «Padre, l'ora
è venuta; glorifica tuo Figlio, affinché il Figlio glorifichi te, giacché
gli hai dato autorità su ogni carne, perché egli dia vita eterna a tutti
quelli che tu gli hai dati. Questa è la vita eterna: che conoscano te, il
solo vero Dio, e colui che tu hai mandato, Gesù Cristo. Io ti ho glorificato
sulla terra, avendo compiuto l'opera che tu mi hai data da fare. Ora, o
Padre, glorificami tu presso di te della gloria che avevo presso di te prima
che il mondo esistesse.
Io ho manifestato il tuo nome agli uomini che tu mi hai dati dal mondo;
erano tuoi e tu me li hai dati; ed essi hanno osservato la tua parola. Ora
hanno conosciuto che tutte le cose che mi hai date, vengono da te; poiché le
parole che tu mi hai date le ho date a loro; ed essi le hanno ricevute e
hanno veramente conosciuto che io sono proceduto da te, e hanno creduto che
tu mi hai mandato. Io prego per loro; non prego per il mondo, ma per quelli
che tu mi hai dati, perché sono tuoi; e tutte le cose mie sono tue, e le
cose tue sono mie; e io sono glorificato in loro. Io non sono più nel mondo,
ma essi sono nel mondo, e io vengo a te. Padre santo, conservali nel tuo
nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come noi. Mentre io ero
con loro, io li conservavo nel tuo nome; quelli che tu mi hai dati, li ho
anche custoditi, e nessuno di loro è perito, tranne il figlio di perdizione,
affinché la Scrittura fosse adempiuta. Ma ora io vengo a te; e dico queste
cose nel mondo, affinché abbiano compiuta in sé stessi la mia gioia. Io ho
dato loro la tua parola; e il mondo li ha odiati, perché non sono del mondo,
come io non sono del mondo. Non prego che tu li tolga dal mondo, ma che tu
li preservi dal maligno. Essi non sono del mondo, come io non sono del
mondo. Santificali nella verità: la tua parola è verità. Come tu hai mandato
me nel mondo, anch'io ho mandato loro nel mondo. Per loro io santifico me
stesso, affinché anch'essi siano santificati nella verità.
Non prego soltanto per questi, ma anche per quelli che credono in me per
mezzo della loro parola: che siano tutti uno; e come tu, o Padre, sei in me
e io sono in te, anch'essi siano in noi: affinché il mondo creda che tu mi
hai mandato. Io ho dato loro la gloria che tu hai data a me, affinché siano
uno come noi siamo uno; io in loro e tu in me; affinché siano perfetti
nell'unità, e affinché il mondo conosca che tu mi hai mandato, e che li ami
come hai amato me. Padre, io voglio che dove sono io, siano con me anche
quelli che tu mi hai dati, affinché vedano la mia gloria che tu mi hai data;
poiché mi hai amato prima della fondazione del mondo. Padre giusto, il mondo
non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto; e questi hanno conosciuto che
tu mi hai mandato; e io ho fatto loro conoscere il tuo nome, e lo farò
conoscere, affinché l'amore del quale tu mi hai amato sia in loro, e io in
loro».
CAPITOLO 18
Gesù viene tradito e arrestato
Mt 26:36-54; Mr 14:32-50; Lu 22:39-51
Dette queste cose, Gesù uscì con i suoi discepoli e andò di là dal torrente
Chedron, dov'era un giardino, nel quale entrò con i suoi discepoli.
Giuda, che lo tradiva, conosceva anche egli quel luogo, perché Gesù si era
spesso riunito là con i suoi discepoli. Giuda dunque, presa la coorte e le
guardie mandate dai capi dei sacerdoti e dai farisei, andò là con lanterne,
torce e armi.
Ma Gesù, ben sapendo tutto quello che stava per accadergli, uscì e chiese
loro: «Chi cercate?» Gli risposero: «Gesù il Nazareno!» Gesù disse loro: «Io
sono». Giuda, che lo tradiva, era anch'egli là con loro. Appena Gesù ebbe
detto loro: «Io sono», indietreggiarono e caddero in terra.
Egli dunque domandò loro di nuovo: «Chi cercate?» Essi dissero: «Gesù il
Nazareno». Gesù rispose: «Vi ho detto che sono io; se dunque cercate me,
lasciate andare questi». E ciò affinché si adempisse la parola che egli
aveva detta: «Di quelli che tu mi hai dati, non ne ho perduto nessuno».
Allora Simon Pietro, che aveva una spada, la prese e colpì il servo del
sommo sacerdote, recidendogli l'orecchio destro. Quel servo si chiamava
Malco. Ma Gesù disse a Pietro: «Rimetti la spada nel fodero; non berrò forse
il calice che il Padre mi ha dato?»
Gesù è fatto comparire davanti al sommo sacerdote
Mt 26:57-68; Mr 14:53-65; Lu 22:63-71
La coorte, dunque, il tribuno e le guardie dei Giudei, presero Gesù e lo
legarono, e lo condussero prima da Anna, perché era suocero di Caiafa, che
era sommo sacerdote di quell'anno. Ora Caiafa era quello che aveva
consigliato ai Giudei esser cosa utile che un uomo solo morisse per il
popolo.
Gesù rinnegato tre volte da Pietro
Mt 26:69-75; Mr 14:66-72; Lu 22:54-62
Intanto Simon Pietro e un altro discepolo seguivano Gesù; e quel discepolo
era noto al sommo sacerdote, ed entrò con Gesù nel cortile del sommo
sacerdote; Pietro invece stava fuori, alla porta. Allora quell'altro
discepolo che era noto al sommo sacerdote, uscì, parlò con la portinaia e
fece entrare Pietro. La serva portinaia dunque disse a Pietro: «Non sei
anche tu dei discepoli di quest'uomo?» Egli rispose: «Non lo sono». Ora i
servi e le guardie avevano acceso un fuoco, perché faceva freddo, e stavano
là a scaldarsi; anche Pietro stava con loro e si scaldava.
Il sommo sacerdote dunque interrogò Gesù intorno ai suoi discepoli e alla
sua dottrina. Gesù gli rispose: «Io ho parlato apertamente al mondo; ho
sempre insegnato nelle sinagoghe e nel tempio, dove tutti i Giudei si
radunano; e non ho detto nulla in segreto. Perché m'interroghi? Domanda a
quelli che mi hanno udito, quello che ho detto loro; ecco, essi sanno le
cose che ho dette». Ma appena ebbe detto questo, una delle guardie che gli
stava vicino dette uno schiaffo a Gesù, dicendo: «Così rispondi al sommo
sacerdote?» Gesù gli rispose: «Se ho parlato male, dimostra il male che ho
detto; ma se ho parlato bene, perché mi percuoti?»
Quindi Anna lo mandò legato a Caiafa, sommo sacerdote.
Intanto Simon Pietro stava là a scaldarsi, e gli dissero: «Non sei anche tu
uno dei suoi discepoli?» Egli lo negò e disse: «Non lo sono». Uno dei servi
del sommo sacerdote, parente di quello a cui Pietro aveva tagliato
l'orecchio, disse: «Non ti ho forse visto nel giardino con lui?» E Pietro da
capo lo negò, e subito il gallo cantò.
Gesù davanti a Pilato
=(Mt 27:1-2, 11-14; Mr 15:1-5; Lu 23:1-5) 1Ti 6:13
Poi, da Caiafa, condussero Gesù nel pretorio. Era mattina, ed essi non
entrarono nel pretorio per non contaminarsi e poter così mangiare la Pasqua.
Pilato dunque andò fuori verso di loro e domandò: «Quale accusa portate
contro quest'uomo?» Essi gli risposero: «Se costui non fosse un malfattore,
non te lo avremmo dato nelle mani». Pilato quindi disse loro: «Prendetelo
voi e giudicatelo secondo la vostra legge». I Giudei gli dissero: «A noi non
è lecito far morire nessuno». E ciò affinché si adempisse la parola che Gesù
aveva detta, indicando di qual morte doveva morire.
Pilato dunque rientrò nel pretorio; chiamò Gesù e gli disse: «Sei tu il re
dei Giudei?» Gesù gli rispose: «Dici questo di tuo, oppure altri te l'hanno
detto di me?» Pilato gli rispose: «Sono io forse Giudeo? La tua nazione e i
capi dei sacerdoti ti hanno messo nelle mie mani; che cosa hai fatto?» Gesù
rispose: «Il mio regno non è di questo mondo; se il mio regno fosse di
questo mondo, i miei servitori combatterebbero perché io non fossi dato
nelle mani dei Giudei; ma ora il mio regno non è di qui». Allora Pilato gli
disse: «Ma dunque, sei tu re?» Gesù rispose: «Tu lo dici; sono re; io sono
nato per questo, e per questo sono venuto nel mondo: per testimoniare della
verità. Chiunque è dalla verità ascolta la mia voce». Pilato gli disse: «Che
cos'è verità?»
Liberazione di Barabba; condanna di Gesù
=(Mt 27:15-21; Mr 15:6-14; Lu 23:13-23)
E detto questo, uscì di nuovo verso i Giudei e disse loro: «Io non trovo
colpa in lui. Ma voi avete l'usanza che io vi liberi uno per la Pasqua;
volete dunque che vi liberi il re dei Giudei?» Allora gridarono di nuovo:
«Non costui, ma Barabba!» Ora, Barabba era un ladrone.
=(Mt 27:26-31; Mr 15:15-20; Lu 23:23-25)
Allora Pilato prese Gesù e lo fece flagellare.
I soldati, intrecciata una corona di spine, gliela posero sul capo, e gli
misero addosso un manto di porpora; e s'accostavano a lui e dicevano:
«Salve, re dei Giudei!» E lo schiaffeggiavano.
Pilato uscì di nuovo, e disse loro: «Ecco, ve lo conduco fuori, affinché
sappiate che non trovo in lui nessuna colpa». Gesù dunque uscì, portando la
corona di spine e il manto di porpora. Pilato disse loro: «Ecco l'uomo!»
Come dunque i capi dei sacerdoti e le guardie lo ebbero visto, gridarono:
«Crocifiggilo, crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Prendetelo voi e
crocifiggetelo; perché io non trovo in lui alcuna colpa». I Giudei gli
risposero: «Noi abbiamo una legge, e secondo questa legge egli deve morire,
perché si è fatto Figlio di Dio».
Quando Pilato udì questa parola, ebbe ancor più paura; e, rientrato nel
pretorio, disse a Gesù: «Di dove sei tu?» Ma Gesù non gli rispose. Allora
Pilato gli disse: «Non mi parli? Non sai che ho il potere di liberarti e il
potere di crocifiggerti?» Gesù gli rispose: «Tu non avresti alcun'autorità
su di me, se ciò non ti fosse stato dato dall'alto; perciò chi mi ha dato
nelle tue mani, ha maggior colpa».
Da quel momento Pilato cercava di liberarlo; ma i Giudei gridavano, dicendo:
«Se liberi costui, non sei amico di Cesare. Chiunque si fa re, si oppone a
Cesare». Pilato dunque, udite queste parole, condusse fuori Gesù, e si mise
a sedere in tribunale nel luogo detto Lastrico, e in ebraico Gabbatà. Era la
preparazione della Pasqua, ed era l'ora sesta. Egli disse ai Giudei: «Ecco
il vostro re!» Allora essi gridarono: «Toglilo, toglilo di mezzo,
crocifiggilo!» Pilato disse loro: «Crocifiggerò il vostro re?» I capi dei
sacerdoti risposero: «Noi non abbiamo altro re che Cesare». Allora lo
consegnò loro perché fosse crocifisso.
La crocifissione di Gesù
=(Mt 27:32-50; Mr 15:21-37; Lu 23:26-46)(Ga 3:13; 1P 2:24) Gv 1:29
Presero dunque Gesù; ed egli, portando la sua croce, giunse al luogo detto
del Teschio, che in ebraico si chiama Golgota, dove lo crocifissero, assieme
ad altri due, uno di qua, l'altro di là, e Gesù nel mezzo.
Pilato fece pure un'iscrizione e la pose sulla croce. V'era scritto: GESÙ IL
NAZARENO, IL RE DEI GIUDEI. Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché
il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; e l'iscrizione era
in ebraico, in latino e in greco. Perciò i capi dei sacerdoti dei Giudei
dicevano a Pilato: «Non lasciare scritto: "Il re dei Giudei"; ma che egli ha
detto: "Io sono il re dei Giudei"». Pilato rispose: «Quello che ho scritto,
ho scritto».
I soldati dunque, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti e ne
fecero quattro parti, una parte per ciascun soldato. Presero anche la
tunica, che era senza cuciture, tessuta per intero dall'alto in basso.
Dissero dunque tra di loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi
tocchi»; affinché si adempisse la Scrittura che dice:
«Hanno spartito fra loro le mie vesti,
e hanno tirato a sorte la mia tunica».
Questo fecero dunque i soldati.
Presso la croce di Gesù stavano sua madre e la sorella di sua madre, Maria
di Cleopa, e Maria Maddalena. Gesù dunque, vedendo sua madre e presso di lei
il discepolo che egli amava, disse a sua madre: «Donna, ecco tuo figlio!»
Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!» E da quel momento, il discepolo la
prese in casa sua.
Dopo questo, Gesù, sapendo che ogni cosa era già compiuta, affinché si
adempisse la Scrittura, disse: «Ho sete». C'era lì un vaso pieno d'aceto;
posta dunque una spugna, imbevuta d'aceto, in cima a un ramo d'issopo,
l'accostarono alla sua bocca. Quando Gesù ebbe preso l'aceto, disse: «È
compiuto!» E, chinato il capo, rese lo spirito.
(Mt 27:51-56; Mr 15:39-41; Lu 23:47-49) 1Co 15:3
Allora i Giudei, perché i corpi non rimanessero sulla croce durante il
sabato (poiché era la Preparazione e quel sabato era un gran giorno),
chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe, e fossero portati via.
I soldati dunque vennero e spezzarono le gambe al primo, e poi anche
all'altro che era crocifisso con lui; ma giunti a Gesù, lo videro già morto,
e non gli spezzarono le gambe, ma uno dei soldati gli forò il costato con
una lancia, e subito ne uscì sangue e acqua. Colui che lo ha visto, ne ha
reso testimonianza, e la sua testimonianza è vera; ed egli sa che dice il
vero, affinché anche voi crediate. Poiché questo è avvenuto affinché si
adempisse la Scrittura:
«Nessun osso di lui sarà spezzato».
E un'altra Scrittura dice:
«Volgeranno lo sguardo a colui che hanno trafitto».
Il seppellimento di Gesù
=(Mt 27:57-61; Mr 15:42-47; Lu 23:50-56)
Dopo queste cose, Giuseppe d'Arimatea, che era discepolo di Gesù, ma in
segreto per timore dei Giudei, chiese a Pilato di poter prendere il corpo di
Gesù, e Pilato glielo permise. Egli dunque venne e prese il corpo di Gesù.
Nicodemo, che in precedenza era andato da Gesù di notte, venne anch'egli,
portando una mistura di mirra e d'aloe di circa cento libbre. Essi dunque
presero il corpo di Gesù e lo avvolsero in fasce con gli aromi, secondo il
modo di seppellire in uso presso i Giudei. Nel luogo dov'egli era stato
crocifisso c'era un giardino, e in quel giardino un sepolcro nuovo, dove
nessuno era ancora stato deposto. Là dunque deposero Gesù, a motivo della
Preparazione dei Giudei, perché il sepolcro era vicino.
CAPITOLO 20
La risurrezione di Gesù
=(Mt 28:1-10; Mr 16:1-18; Lu 24:1-12)(Sl 16:8-10; At 2:23-32) Ro 1:4; At
17:31 (1Co 15:1-28; 1P 1:3-4; Ap 1:18-19)
Il primo giorno della settimana, la mattina presto, mentre era ancora buio,
Maria Maddalena andò al sepolcro e vide la pietra tolta dal sepolcro. Allora
corse verso Simon Pietro e l'altro discepolo che Gesù amava e disse loro:
«Hanno tolto il Signore dal sepolcro e non sappiamo dove l'abbiano messo».
Pietro e l'altro discepolo uscirono dunque e si avviarono al sepolcro. I due
correvano assieme, ma l'altro discepolo corse più veloce di Pietro e giunse
primo al sepolcro; e, chinatosi, vide le fasce per terra, ma non entrò.
Giunse intanto anche Simon Pietro che lo seguiva ed entrò nel sepolcro, e
vide le fasce per terra, e il sudario che era stato sul capo di Gesù, non
per terra con le fasce, ma piegato in un luogo a parte. Allora entrò anche
l'altro discepolo che era giunto per primo al sepolcro, e vide, e credette.
Perché non avevano ancora capito la Scrittura, secondo la quale egli doveva
risuscitare dai morti. I discepoli dunque se ne tornarono a casa.
Gesù appare a Maria Maddalena
Mr 16:9-11; Mt 20:16; Is 49:13
Maria, invece, se ne stava fuori vicino al sepolcro a piangere. Mentre
piangeva, si chinò a guardare dentro il sepolcro, ed ecco, vide due angeli,
vestiti di bianco, seduti uno a capo e l'altro ai piedi, lì dov'era stato il
corpo di Gesù. Ed essi le dissero: «Donna, perché piangi?» Ella rispose
loro: «Perché hanno tolto il mio Signore e non so dove l'abbiano deposto».
Detto questo, si voltò indietro e vide Gesù in piedi; ma non sapeva che
fosse Gesù. Gesù le disse: «Donna, perché piangi? Chi cerchi?» Ella,
pensando che fosse l'ortolano, gli disse: «Signore, se tu l'hai portato via,
dimmi dove l'hai deposto, e io lo prenderò». Gesù le disse: «Maria!» Ella,
voltatasi, gli disse in ebraico: «Rabbunì!» che vuol dire: «Maestro!» Gesù
le disse: «Non trattenermi, perché non sono ancora salito al Padre; ma va'
dai miei fratelli, e di' loro: "Io salgo al Padre mio e Padre vostro, al Dio
mio e Dio vostro"». Maria Maddalena andò ad annunciare ai discepoli che
aveva visto il Signore, e che egli le aveva detto queste cose.
Gesù appare ai discepoli; Tommaso non è con loro
Mr 16:14-18; Lu 24:33-45
La sera di quello stesso giorno, che era il primo della settimana, mentre
erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei
Giudei, Gesù venne e si presentò in mezzo a loro, e disse: «Pace a voi!» E,
detto questo, mostrò loro le mani e il costato. I discepoli dunque, veduto
il Signore, si rallegrarono. Allora Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi!
Come il Padre mi ha mandato, anch'io mando voi». Detto questo, soffiò su di
loro e disse: «Ricevete lo Spirito Santo. A chi perdonerete i peccati,
saranno perdonati; a chi li riterrete, saranno ritenuti».
Gesù appare ai discepoli, tra i quali è Tommaso
Is 42:3; 1P 1:8-9
Or Tommaso, detto Didimo, uno dei dodici, non era con loro quando venne
Gesù. Gli altri discepoli dunque gli dissero: «Abbiamo visto il Signore!» Ma
egli disse loro: «Se non vedo nelle sue mani il segno dei chiodi, e se non
metto il mio dito nel segno dei chiodi, e se non metto la mia mano nel suo
costato, io non crederò».
Otto giorni dopo, i suoi discepoli erano di nuovo in casa, e Tommaso era con
loro. Gesù venne a porte chiuse, e si presentò in mezzo a loro, e disse:
«Pace a voi!» Poi disse a Tommaso: «Porgi qua il dito e vedi le mie mani;
porgi la mano e mettila nel mio costato; e non essere incredulo, ma
credente». Tommaso gli rispose: «Signor mio e Dio mio!» Gesù gli disse:
«Perché mi hai visto, tu hai creduto; beati quelli che non hanno visto e
hanno creduto!»
Lo scopo del Vangelo secondo Giovanni
Gv 21:25; 1Gv 5:11-13
Or Gesù fece in presenza dei discepoli molti altri segni miracolosi, che non
sono scritti in questo libro; ma questi sono stati scritti, affinché
crediate che Gesù è il Cristo, il Figlio di Dio, e, affinché, credendo,
abbiate vita nel suo nome.
CAPITOLO 21
Gesù appare in riva al mare di Galilea
Mt 28:16; Lu 5:1-11; Is 26:12
Dopo queste cose, Gesù si manifestò di nuovo ai discepoli presso il mar di
Tiberiade; e si manifestò in questa maniera.
Simon Pietro, Tommaso detto Didimo, Natanaele di Cana di Galilea, i figli di
Zebedeo e due altri dei suoi discepoli erano insieme. Simon Pietro disse
loro: «Vado a pescare». Essi gli dissero: «Veniamo anche noi con te».
Uscirono e salirono sulla barca; e quella notte non presero nulla. Quando
già era mattina, Gesù si presentò sulla riva; i discepoli però non sapevano
che era Gesù. Allora Gesù disse loro: «Figlioli, avete del pesce?» Gli
risposero: «No». Ed egli disse loro: «Gettate la rete dal lato destro della
barca e ne troverete». Essi dunque la gettarono, e non potevano più tirarla
su per il gran numero di pesci. Allora il discepolo che Gesù amava disse a
Pietro: «È il Signore!» Simon Pietro, udito che era il Signore, si cinse la
veste, perché era nudo, e si gettò in mare. Ma gli altri discepoli vennero
con la barca, perché non erano molto distanti da terra (circa duecento
cubiti), trascinando la rete con i pesci.
Appena scesero a terra, videro là della brace e del pesce messovi su, e del
pane. Gesù disse loro: «Portate qua dei pesci che avete preso ora». Simon
Pietro allora salì sulla barca e tirò a terra la rete piena di
centocinquantatré grossi pesci; e benché ce ne fossero tanti, la rete non si
strappò. Gesù disse loro: «Venite a far colazione». E nessuno dei discepoli
osava chiedergli: «Chi sei?» Sapendo che era il Signore. Gesù venne, prese
il pane e lo diede loro; e così anche il pesce.
Questa era già la terza volta che Gesù si manifestava ai suoi discepoli,
dopo esser risuscitato dai morti.
Gesù e Pietro
Lu 22:55-62; 24:34; Ml 3:3 (1P 5:1-4; 2P 1:13-14) Gv 12:26; 20:30-31; 1Co
13; 2Co 5:14; Ap 2:4-5
Quand'ebbero fatto colazione, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di
Giovanni, mi ami più di questi?» Egli rispose: «Sì, Signore, tu sai che ti
voglio bene». Gesù gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo,
una seconda volta: «Simone di Giovanni, mi ami?» Egli rispose: «Sì, Signore;
tu sai che ti voglio bene». Gesù gli disse: «Pastura le mie pecore». Gli
disse la terza volta: «Simone di Giovanni, mi vuoi bene?» Pietro fu
rattristato che egli avesse detto la terza volta: «Mi vuoi bene?» E gli
rispose: «Signore, tu sai ogni cosa; tu conosci che ti voglio bene». Gesù
gli disse: «Pasci le mie pecore. In verità, in verità ti dico che quand'eri
più giovane, ti cingevi da solo e andavi dove volevi; ma quando sarai
vecchio, stenderai le tue mani e un altro ti cingerà e ti condurrà dove non
vorresti». Disse questo per indicare con quale morte avrebbe glorificato
Dio. E, dopo aver parlato così, gli disse: «Seguimi».
Il discepolo che Gesù amava
1Co 15:51-52; 1Te 4:14-18
Pietro, voltatosi, vide venirgli dietro il discepolo che Gesù amava; quello
stesso che durante la cena stava inclinato sul seno di Gesù e aveva detto:
«Signore, chi è che ti tradisce?» Pietro dunque, vedutolo, disse a Gesù:
«Signore, e di lui che sarà?» Gesù gli rispose: «Se voglio che rimanga
finché io venga, che t'importa? Tu, seguimi». Per questo motivo si sparse
tra i fratelli la voce che quel discepolo non sarebbe morto; Gesù però non
gli aveva detto che non sarebbe morto, ma: «Se voglio che rimanga finché io
venga, che t'importa?»
Questo è il discepolo che rende testimonianza di queste cose, e che ha
scritto queste cose; e noi sappiamo che la sua testimonianza è vera.
Or vi sono ancora molte altre cose che Gesù ha fatte; se si scrivessero a
una a una, penso che il mondo stesso non potrebbe contenere i libri che se
ne scriverebbero.